«Se passa il decreto anti Ogm, l’Europa ci farà pagare multe salate»

Paolo Togni, ex capo di Gabinetto del ministero dell’Ambiente non condivide l’intenzione del Governo: «Hanno un rischio cancerogeno pari a quello del caffè»

«Questo governo è fatto di brave persone. Alcune di loro, però, ignorano alcuni elementi fondamentali». A dirlo è Paolo Togni, ex capo di Gabinetto del ministero dell’Ambiente. «Il decreto legge contro la cultura dei vegetali geneticamente modificati che ha in mente il ministro Nunzia De Girolamo andrebbe contro un decreto europeo già recepito nel 2003 dal governo Berlusconi». Togni non pensa che l’Italia sia nelle condizioni di sfidare l’Unione Europea, anche su questo fronte, incappando in una procedura di infrazione. «E non penso nemmeno che i cittadini vogliano pagare le sanzioni europee. Se passa la legge, arriveranno multe salate dall’Europa».

Davvero si corre questo rischio?
Sì. In Europa non è cambiato l’atteggiamento nei confronti dei vegetali geneticamente modificati, come dimostra la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha premiato l’agricoltore Giorgio Fidenato a cui la giurisdizione italiana ha impedito di coltivarli liberamente. Se si prosegue in tale direzione entro pochi anni la pagheremo, e a un prezzo più alto di quanto ci sia costata la causa di Fidenato.

Il ministro dell’Agricoltura dice che vuole fare come la Francia, che ha violato le norme europee e non è incorsa in alcuna sanzione.
Si dovrebbe ricordare che la Francia ha anche infranto il 3 per cento del deficit, come a suo tempo la Germania, senza incorrere in sanzioni. Ma questo cosa significa? Che l’Italia sia in grado di copiarle? Sono paragoni sbagliati. Inoltre, penso che se si fanno delle regole in Europa, bisogna rispettarle nel proprio paese. Altrimenti che senso ha?

Gli ogm fanno male, si dice.
E chi lo dice? Ricerche scientifiche che dimostrano la nocività dei vegetali gm non ne conosco. L’unica classificazione seria oggi esistente è quella dell’Oms sul rischio cancerogeno (che poi è stabilito in via preventiva). Sa quanto è pericoloso il cibo geneticamente modificato?

No, quanto è pericoloso?
Rischio cancerogeno di categoria 2b, come il caffè. Ad alcuni dittatori africani è bastato questo per impedire le coltivazioni del golden rice, il riso arricchito di vitamina a, che avrebbe avuto un effetto benefico su tanti bambini dei loro paesi che soffrono di glaucoma.
Ricordo che anni fa, in una conferenza, Umberto Veronesi disse che facendo una comparazione sulla base dei rischi, risulterebbe molto più cancerogeno il mais biologico di quello geneticamente modificato.

Perché gli agricoltori italiani sono contrari all’uso degli ogm?
Gli agricoltori sono preoccupati per l’aumento della quantità di prodotto, che farebbe calare i prezzi e abbasserebbe le rendite. E poi perché in ogni caso sono assistiti dallo stato e dall’Europa dalla quale ottengono il 70 per cento del totale dei fondi stanziati dai paesi membri. E poi perché allevamenti e agricoltura, che consumano il 70 per cento delle risorse idriche del paese, pagano l’acqua a prezzi bassissimi, e quindi non hanno bisogno di risparmiare. Però i cittadini italiani magari vorrebbero consumare meno acqua, almeno per pagare di meno.

Anche molti italiani sono contro gli ogm.
Per ignoranza. E poi perché sono tutti generalmente d’accordo con quello che dicono gli agricoltori, essendo coloro che producono il cibo per noi. Ma non si possono accettare tutte le richieste che vengono fatte da una lobby che non ha come obiettivo la migliore conservazione e miglior qualità dei prodotti ma limitarsi a tenere alti i prezzi. Nulla vieta inoltre di usare le modificazioni al genoma per migliorare la qualità dei prodotti al posto che la quantità. È una cosa che si fa da decenni.

Sono stati modificati geneticamente altri vegetali, decenni fa? Per esempio?
Non parlo ovviamente di interventi diretti sul genoma. Ma, per esempio, non esiste quasi più il grano duro di un secolo fa. È stato sostituito negli anni Trenta, quando usarono i raggi x per modificarlo. Oggi il grano che viene generalmente coltivato è molto più produttivo e meglio conservabile. In ogni caso, se non ci pensa l’uomo, le modificazioni le fa la natura. Ogni vegetale, nel corso dei secoli si è modificato. I pomodori di oggi non sono più quelli di due secoli fa. In natura non esiste la conservazione, la staticità. Tutto cambia ed è destinato a cambiare. L’uomo avendo una ragione cerca di modificare la natura in modo da esaltare alcune sue caratteristiche, affinché le modificazioni non siano casuali ma rivolte a un certo obiettivo.

Gli ogm sono nella maggior parte dei casi brevettati da multinazionali. Le sementi sono costose. Non c’è qualche rischio?
Il problema dei brevetti, lo riconosco, è l’unica obiezione agli ogm che abbia un minimo di fondamento. Le sementi comprate in consorzio non sono poi così costose, e i costi della ricerca per i beni “non salva-vita” è giusto che li paghi chi ne fa uso, anche se bisogna impedire speculazioni.