Perché noi americani abbiamo finanziato il restauro della Chiesa della Sindone

Intervista a Joseph del Raso, chairman della National italian american fundation di Washington: «È l’origine di tutto»

«In tempi di crisi umana e culturale non potevamo che scegliere di finanziare il progetto di restauro della chiesa barocca del SS. Sudario di Torino». I lavori inizieranno a settembre grazie alla sponsorizzazione della National italian american fundation (Nimf) di Washington, che rappresenta la cultura e la storia di quasi trenta milioni di italo-americani. Joseph del Raso, chairman della fondazione, spiega a tempi.it che «il restauro avverrà con la collaborazione della Regione Piemonte e del Museo della Sindone che custodisce il Sacro Sudario, da cui sono rimasto colpito, anche come baluardo della cultura che vogliamo diffondere e per cui vale la pena educare le nuove generazioni. È questo che ci proponiamo di fare tramite la fondazione».

Come mai avete scelto di finanziare proprio questo progetto?
L’anno scorso abbiamo vagliato una serie di progetti culturali italiani e abbiamo capito che questo era quello giusto. Uno degli scopi fondamentali della fondazione è infatti l’educazione e ci ha colpito il fatto che molti studenti fossero coinvolti con il restauro. La nostra mission è di incrementare l’attenzione riguardo alla formazione delle nuove generazioni, motivo per cui organizziamo congressi nazionali sulla cultura e la lingua italiane e assegnamo borse di studio a chi è legato al pensiero e all’arte del vostro paese. Inoltre, tutti gli italo-americani sono profondamente legati alla Sindone.

Quando ha visto per la prima volta la Sindone?
È stato l’anno scorso a Torino. È l’origine di tutto: delle radici millenarie dell’Occidente, dell’arte, della cultura nata dalla fede in Cristo. L’immagine impressa sul telo ci dice chi siamo e per cosa vale la pena costruire, perché è l’immagine del sacrificio e della resurrezione. Credo poi che il richiamo alle radici cristiane, ai princìpi e alla cultura che nascono dal cristianesimo sia fondamentale. In un momento dove è in crisi tutto, perché sono in crisi la fede e i suoi insegnamenti, conservare questi tesori è importantissimo. Devo dire poi che sono stato positivamente colpito dall’accoglienza della Regione Piemonte con cui stiamo collaborando e a cui andranno i nostri fondi.

Perché per voi è importante mostrare i simboli della fede?
Bisogna essere rispettosi della fede altrui come migliaia di anni di civiltà cristiana hanno insegnato, promuovendo l’incontro con le altre culture. Questo, però, non significa non riconoscere che c’è un disprezzo intollerante contro il cristianesimo che proviene dall’islamismo e da un mondo che vuole a tutti i costi eliminare le radici cristiane che hanno fatto fiorire la civiltà occidentale. Eppure la Sindone non ha nulla di intollerante, anzi emana la luce di un uomo, Dio, che si è sacrificato per salvare tutti e questo fatto, se è vero, non può non essere incidente.

Molti mettono in dubbio la veridicità del Sacro Sudario.
Anche se c’è chi mette in dubbio la sua veridicità, molto spesso negando le più grandi e attendibili ricerche che invece ne provando l’autenticità, il sudario resta un segno potente dell’origine di una civiltà e questo è innegabile.

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