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Perché noi americani abbiamo finanziato il restauro della Chiesa della Sindone

luglio 2, 2016 Benedetta Frigerio

Intervista a Joseph del Raso, chairman della National italian american fundation di Washington: «È l’origine di tutto»

«In tempi di crisi umana e culturale non potevamo che scegliere di finanziare il progetto di restauro della chiesa barocca del SS. Sudario di Torino». I lavori inizieranno a settembre grazie alla sponsorizzazione della National italian american fundation (Nimf) di Washington, che rappresenta la cultura e la storia di quasi trenta milioni di italo-americani. Joseph del Raso, chairman della fondazione, spiega a tempi.it che «il restauro avverrà con la collaborazione della Regione Piemonte e del Museo della Sindone che custodisce il Sacro Sudario, da cui sono rimasto colpito, anche come baluardo della cultura che vogliamo diffondere e per cui vale la pena educare le nuove generazioni. È questo che ci proponiamo di fare tramite la fondazione».

Come mai avete scelto di finanziare proprio questo progetto?
L’anno scorso abbiamo vagliato una serie di progetti culturali italiani e abbiamo capito che questo era quello giusto. Uno degli scopi fondamentali della fondazione è infatti l’educazione e ci ha colpito il fatto che molti studenti fossero coinvolti con il restauro. La nostra mission è di incrementare l’attenzione riguardo alla formazione delle nuove generazioni, motivo per cui organizziamo congressi nazionali sulla cultura e la lingua italiane e assegnamo borse di studio a chi è legato al pensiero e all’arte del vostro paese. Inoltre, tutti gli italo-americani sono profondamente legati alla Sindone.

Quando ha visto per la prima volta la Sindone?
È stato l’anno scorso a Torino. È l’origine di tutto: delle radici millenarie dell’Occidente, dell’arte, della cultura nata dalla fede in Cristo. L’immagine impressa sul telo ci dice chi siamo e per cosa vale la pena costruire, perché è l’immagine del sacrificio e della resurrezione. Credo poi che il richiamo alle radici cristiane, ai princìpi e alla cultura che nascono dal cristianesimo sia fondamentale. In un momento dove è in crisi tutto, perché sono in crisi la fede e i suoi insegnamenti, conservare questi tesori è importantissimo. Devo dire poi che sono stato positivamente colpito dall’accoglienza della Regione Piemonte con cui stiamo collaborando e a cui andranno i nostri fondi.

Perché per voi è importante mostrare i simboli della fede?
Bisogna essere rispettosi della fede altrui come migliaia di anni di civiltà cristiana hanno insegnato, promuovendo l’incontro con le altre culture. Questo, però, non significa non riconoscere che c’è un disprezzo intollerante contro il cristianesimo che proviene dall’islamismo e da un mondo che vuole a tutti i costi eliminare le radici cristiane che hanno fatto fiorire la civiltà occidentale. Eppure la Sindone non ha nulla di intollerante, anzi emana la luce di un uomo, Dio, che si è sacrificato per salvare tutti e questo fatto, se è vero, non può non essere incidente.

Molti mettono in dubbio la veridicità del Sacro Sudario.
Anche se c’è chi mette in dubbio la sua veridicità, molto spesso negando le più grandi e attendibili ricerche che invece ne provando l’autenticità, il sudario resta un segno potente dell’origine di una civiltà e questo è innegabile.

Foto Ansa

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3 Commenti

  1. Ravecca Massimo says:

    Il legame più sorprendente, ma non l’unico, che collega la Sindone di Torino con le opere pittoriche di Leonardo da Vinci, è nella somiglianza del volto contenuto nell’immagine della ferita al costato della Sindone, con il volto urlante del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo realizzata a Firenze a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento. Capolavoro conosciuto tramite riproduzioni e copie. Sebbene l’immagine della ferita al costato sembri sempre leggermente differente nelle varie riproduzioni fotografiche, un po’ come l’Autoritratto di Leonardo. Riprodotta includendo anche parte dello spazio alla sua destra e sinistra, mostra caratteristiche comuni con il guerriero centrale con il berretto rosso ripreso ad esempio dalla Tavola Doria che riproduce della Battaglia di Leonardo, la Lotta per lo stendardo. Naso pronunciato, bocca spalancata, il labbro superiore quasi attaccato al naso. Fa quasi più paura il volto contenuto nella ferita al costato della Sindone, che il guerriero con il copricapo rosso, come appare nelle varie copie della Battaglia. Il legame non sarebbe solo di tipo figurativo, (la somiglianza dei due volti), ma anche di tipo funzionale. Giacché la ferita al costato a Gesù fu procurata da una lancia da parte di un soldato (Vangelo di Giovanni 10,34). Mentre nella Battaglia di Anghiari, la Lotta per lo stendardo verte attorno al possesso di una lancia. Inoltre mentre nel violento furore parossistico della Battaglia di Leonardo assistiamo al mutarsi degli uomini in cavalli e viceversa. La guerra rende l’uomo una bestia. La Sindone invece indicherebbe la trasfigurazione gloriosa di Gesù. Ma i geni hanno un volto somigliante, un intelligenza simile e producono opere analoghe. Gesù volto e modello archetipo del genio. L’immagine della ferita al costato è la “prova” della presenza attuale della Battaglia di Anghiari, dietro gli affreschi del Vasari a Firenze, nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Cfr. ebook/kindle: La Sindone di Torino e le opere di Leonardo da Vinci. Analisi iconografica comparata. Grazie

    • Menelik says:

      Massimo, il castello leonardesco vacilla e tracolla semplicemente per il fatto che la Sindone NON è un quadro, cioè non è una tela pitturata chimicamente.
      Allo stato attuale non si sa cosa sia stato in grado di imprimere il negativo di una immagine sul telo sindonico.
      Si sa con certezza che non è un dipinto, dunque la battaglia di Anghiari o di Campaldino o di Custoza o dell’Ortigara o di El Alamein non c’entrano un fico secco come non c’entrano pittori.
      Il telo immediatamente al di sotto delle fibre impressionate da non si sa cosa, è vergine, intatto, non è mai venuto in contatto con alcun agente chimico, pigmento o solvente o fissativo che sia.

      • Ravecca Massimo says:

        Ma la somiglianza tra il volto individuabile nella ferita al costato dell’immagine sindonica con il volto del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo esiste o no? Ma come ho evidenziato nei miei ebook, i geni hanno un volto somigliante, un intelligenza simile, basata su procedimenti speculari, inclusivi, ricorsivi, e producono opere analoghe.Così l’attribuzione diventa difficile. Perché sia Gesù, Leonardo e Michelangelo agivano in questo modo. In tal modo la Sindone può essere autentica reliquia, un autoritratto di Nostro Signore alla maniera che sarà 15 secoli dopo di Leonardo, oppure se è opera umana un ritratto di Gesù realizzato in maniera sconosciuta da Leonardo. Se a Gesù essendo Dio tutto è possibile, riguardo a Leonardo non è conosciuto il limite superiore delle sue possibilità. Il ritrovamento della Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio a Firenze non sarebbe solo un evento artistico ma anche economico per la disastrata situazione finanziaria italiana. Saluti.

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