Nigeria. Più di 500 studenti rapiti da Boko Haram. «Picchiati come bestie»

Il gruppo jihadista ha rivendicato il sequestro di massa di venerdì. I primi testimoni: «Hanno ucciso due miei compagni. Sono scappato per grazia di Dio»

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Boko Haram ha rivendicato in Nigeria l’attacco di venerdì notte alla scuola secondaria maschile di Kankara (stato nord-occidentale di Katsina), durante il quale i terroristi islamici hanno rapito più di 500 studenti. La responsabilità del sequestro di massa, attribuita semplicemente a «banditi» dal governo nel fine settimana, è stata reclamata in un messaggio audio dal leader dei jihadisti Abubakar Shekau, riporta Le Figaro.

«PIÙ DI 500 STUDENTI NELLE MANI DI BOKO HARAM»

Nonostante Garba Shehu, portavoce del presidente nigeriano Muhammadu Buhari, abbia dichiarato che nelle mani dei terroristi ci sarebbero soltanto 10 studenti, mentre il governatore dello stato di Katsina ha parlato di 333 ragazzi al momento dispersi, alcuni dei giovani che sono scappati dalle mani di Boko Haram hanno testimoniato numeri molto diversi.

«Uno degli studenti che è riuscito a scappare dal rifugio dei terroristi mi ha detto che mio figlio 13enne è ancora là con loro», ha dichiarato al Vanguard un genitore, Hajia Faiza Hamza Kankara. «Ha detto che i giovani rapiti sono più di 500 e che due sono stati uccisi. Oggi un altro ragazzo è ritornato e ora lo stanno interrogando. Le forze di sicurezza dicono che insieme a lui ci sono altri 15 ragazzi scappati che stanno tornando a casa. Di sicuro, chi dice che sono soltanto 10, mente. Faccio un appello al presidente Buhari: venga in nostro aiuto, non possiamo dormire né mangiare da quando hanno rapito i nostri figli».

«MARCIA FORZATA NELLA FORESTA, PICCHIATI COME BESTIE»

Un 17enne che è riuscito a sfuggire ai terroristi, ha raccontato alla Bbc in lingua Hausa come si è svolto il rapimento:

«Sono arrivati alla scuola intorno alle 21:30 e molti di noi, quando hanno udito gli spari, sono scappati. Molti però sono tornati dopo che gli uomini li hanno convinti di essere forze dell’ordine. Ci hanno circondati e costretti a una marcia forzata dentro la foresta. Quando ci siamo addentrati, ci hanno fatti fermare per contarci. Eravamo 520. Durante il cammino ci spingevano e ci picchiavano come bestie. Abbiamo passato tutta la notte a camminare, spesso su un tappeto di spini. Trenta minuti prima dell’alba ci hanno concesso un po’ di riposo. Io ho trovato un albero e mi sono steso con la schiena appoggiata al tronco. Quando ci hanno ordinato di ripartire mi sono nascosto dietro l’albero, nessuno si è accorto di me e quando se ne sono andati, sono tornato indietro e ho raggiunto un villaggio vicino. È solo per grazia di Dio che sono riuscito a scappare».

SOLO DUE POLIZIOTTI A GUARDIA DELLA SCUOLA

Il rapimento di massa di Kankara è uno dei più grandi mai realizzati dal gruppo terroristico, diventato tristemente famoso anche per i sequestri di Chibok e Dapchi. Non tutte le giovani rapite nel 2014 sono tornate, ben 112 sono ancora nelle mani dei terroristi. Per quanto riguarda le 110 studentesse prelevate con la forza nel febbraio 2018, solo la cristiana Leah Sharibu non è stata liberata. Come notato da un esperto di sicurezza in Nigeria, Bulama Bukarti, «il governo non ha imparato la lezione dai precedenti rapimenti. A protezione della scuola Kankara, infatti, c’erano soltanto due poliziotti».

L’ultimo attacco di Boko Haram ha fatto esplodere l’indignazione del paese, con centinaia di persone che sono scese in piazza nello stato di Katsina contro la negligenza del governo. In particolare, ad aver fatto infuriare la gente è la decisione del presidente Buhari di non visitare le famiglie degli studenti rapiti, nonostante si trovasse già nello stato di Katsina in vacanza.