Napolitano: «Seguo con viva partecipazione la vicenda di Meriam, auspico una revisione della sentenza»

In una nota pubblicata oggi il capo dello Stato spera che il Sudan modifichi la «condanna alla pena capitale» inflitta alla donna cristiana «da un Tribunale di Prima Istanza con l’accusa di adulterio e apostasia»

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In una nota pubblicata oggi dalla presidenza della Repubblica si legge che «Giorgio Napolitano segue con viva partecipazione, in raccordo con il Governo, la vicenda della Signora Meriam Yahya Ibrahim Ishag, cittadina sudanese condannata alla pena capitale da un Tribunale di Prima Istanza del suo Paese con l’accusa di adulterio e apostasia».

«REVISIONE DELLA SENTENZA». «Pur nel rispetto della sovranità del Sudan e del principio di separazione dei poteri – continua la nota – il Presidente della Repubblica auspica che possano essere tempestivamente confermate le recenti dichiarazioni dell’Ambasciatore del Sudan in Italia riportate dalla stampa e relative a una revisione della sentenza».
Meriam, infatti, è in attesa del processo di appello che potrebbe scagionarla dalle accuse false in base alle quali è stata condannata. La donna di 27 anni e madre di due figli, Martin e Maya, appena nata, è sempre stata cristiana anche se è stata accusata di essersi convertita successivamente. L’apostasia dall’islam in Sudan in accordo con la sharia è punita con la morte.

CITTADINANZA AMERICANA. Il marito Daniel Wani, che gode della doppia cittadinanza statunitense e sudanese, sta cercando di ottenere anche per lei e i figli la cittadinanza americana. «Io ho paura che quando sarà rilasciata non otterrà l’asilo politico», ha dichiarato. «Ho paura per le nostre vite se saremo costretti a restare in Sudan anche un solo giorno dopo il suo rilascio».

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