Napolitano: «Intransigenza assoluta contro gli ultras con le spranghe»

Il capo dello Stato: «Le violenze negli stadi meritano rigore». Il prefetto della polizia Pansa annuncia nuove misure «per individuare più incisive forme di contrasto».

«Chi si presenta con le spranghe, chi si presenta con le bombe-carta, chi attacca, e attacca senza scrupolo anche sapendo di poter colpire molto gravemente, e chi incendia e devasta: su questo ci deve essere una intransigenza assoluta»: lo ha detto il presidente Giorgio Napolitano, incontrando gli allievi della Polizia nel 162mo anniversario della sua costituzione, in relazione agli scontri di sabato prima della partita all’Olimpico tra i tifosi del Napoli e della Roma. Per il presidente della Repubblica gli ultras autori di violenze dentro e fuori gli stadi meritano «un rigore di cui voi siete l’espressione più importante e nello stesso tempo più esposta. E meritate, le forze di polizia meritano, il riconoscimento e rispetto che la grande maggioranza degli italiani nutre per loro».

PANSA: «NUOVE FORME DI CONTRASTO». Intervenendo alla stessa manifestazione, anche il prefetto della polizia Alessandro Pansa ha condannato gli ultras più violenti definendoli «delinquenti» e ha anticipato: «Si deve fare ancora di più per individuare nuove e più incisive forme di contrasto» contro la violenza negli stadi, in particolare «non dovrebbe essere più tollerabile che a manifestazioni autorizzate prendano parte impunemente persone mascherate e armate. Servono sanzioni anche se non spetta a noi tale decisione». Il prefetto ha confermato anche che è in arrivo «un regolamento con valore normativo capace di prevedere con certezza e omogeneità i comportamenti delle forze dell’ordine in occasione di controlli, fermi e manifestazioni. Saranno regole note a tutti, chiare e vincolanti, e serviranno a tutelare i cittadini, ma anche e soprattutto gli agenti che oggi operano spesso senza sapere in che modo la loro condotta sarà valutata dall’Autorità giudiziaria e dai superiori. Questo vogliamo che non accada mai più».

«QUATTRO PERSONE CON IL CASCO». Intanto sul fronte delle indagini sullo scontro provocato dall’ultras della Roma Daniele “Gastone” De Santis, che ha portato al gravissimo ferimento del tifoso napoletano Ciro Esposito, emergono nuovi particolari. In particolare si rafforza l’ipotesi investigativa che De Santis non abbia agito da solo. Secondo i pm, con Gastone c’erano almeno quattro persone con caschi in testa, mentre avveniva la sassaiola contro il pullman di tifosi napoletani. Nel successivo inseguimento di questi ultimi a De Santis, le quattro persone con il casco si sarebbero dileguate, lasciando poi il solo Gastone a sparare contro i napoletani. Tale ricostruzione è emersa da numerose testimonianze rese davanti ai pm. La procura ha disposto una consulenza balistica per accertare la distanza tra De Santis e i tifosi feriti, che consentirebbe anche di ricostruire chi partecipò al pestaggio di Gastone.