Monti contestato dalle famiglie numerose: «Le spese per gli animali sono detraibili, quelle per i figli no»

Tanti i fischi a Riva del Garda al festival della famiglia per il premier. Al momento del suo discorso i bambini sono stati fatti uscire dalla sala: «Tanto non li considerano, a livello fiscale è come se non ci fossero».

«Per il 2013 abbiamo previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro per le politiche per la famiglia e 25 milioni per le politiche giovanili». Questa la promessa del premier Mario Monti, intervenuto al festival della famiglia tenutosi questo week-end a Riva del Garda. «Grazie alle famiglie, alla loro solidità e alla loro vocazione solidale, l’Italia è in grado di affrontare le sfide di oggi» ha aggiunto davanti a una platea composita e agguerrita, in cui spiccavano i soci dell’associazione famiglie numerose (Anfn). «Abbiamo voluto portare la nostra gioia ma anche le difficoltà di tante famiglie segnate dalla crisi» spiega il presidente, Mario Sberna, a tempi.it.Quando Monti dice che il governo sta «studiando sussidi» in sala esplode un boato. Una mamma si alza in piedi e urla: «Non vogliamo sussidi, vogliamo giustizia ed equità».

I FIGLI CHE ESCONO DALLA SALA. Trecento le famiglie numerose presenti, con tanto di maglietta con la scritta “Articolo 31” (quello che agevola con misure economiche la formazione della famiglia) e un centinaio di bambini, che quando Mario Monti ha preso la parola sono stati fatti uscire dalla sala in segno di protesta, con i palloncini colorati in mano. Lasciando in sala un silenzio pesante e molto eloquente. Sono rimasti i genitori, in piedi. «La nostra è stata una provocazione» spiega Sberna. «Dal momento che è come se i nostri figli non ci fossero, a livello fiscale, dato che non abbiamo alcuna agevolazione, abbiamo pensato che fosse un modo immediato per fare emergere tutta una serie di contraddizioni. I nostri bambini non si prestano a scaldare le sedie. Se i bambini non vengono ascoltati, meglio che se ne vadano». E il premier? «Non si è scomposto, ma siamo riusciti a consegnargli una lista di richieste. Ci siamo stretti la mano, ci ha assicurato che le leggerà con attenzione, e non possiamo fare altro che sperare».

LETTERA APERTA AL PREMIER.  La lista contiene una serie di osservazioni per ottenere un fisco a misura di famiglia. Richieste che secondo Sberna non sono più rimandabili, dal momento che «secondo i dati Istat il 40% delle famiglie numerose è sotto la soglia di povertà». Mancano politiche di conciliazione, la maternità può diventare causa di discriminazione, e soprattutto a livello fiscale non si tiene sufficientemente conto dei figli a carico. «L’Italia è tra i paesi che destina in assoluto meno risorse alle famiglie con figli, le famiglie possono contare su detrazioni e contributi per ogni figlio tra i più bassi al mondo: il sistema fiscale italiano tiene conto solo della equità verticale (quella in base al reddito) e non della equità orizzontale, che considera i carichi famigliari».

UN WELFARE PER I BAMBINI. Non solo: «A parità di reddito, un genitore con più figli paga le stesse addizionali regionali e comunali di un single. I ricchi possono detrarre fino a 98.000 euro di spese di ristrutturazione per ogni immobile posseduto, mentre un genitore non può detrarre le spese di mantenimento dei figli. Quanti sanno che è possibile detrarre le spese per gli animali e non quelle di mantenimento dei figli?». Il ministro per la cooperazione Andrea Riccardi sembra avere accolto questo grido d’aiuto. Nel suo intervento conclusivo ha infatti rilanciato la necessità di sconti fiscali, soprattutto per le famiglie numerose, anche modificando l’Isee, e riducendo le tariffe per l’energia elettrica. Il ministro ha inoltre definito «esorbitanti e vergognosi» i prezzi dei prodotti per l’infanzia. «I fratelli pagano per gli altri fratelli e questo è vergognoso» ha aggiunto Riccardi. Per questo va pensato «un welfare per i bambini. Stiamo cercando di modificare la legge di stabilità».