Miur: «A giugno parte il Tfa». Ugolini: «Diamo una prospettiva ai giovani»

I posti disponibili sono 20.067. Il Lazio è la regione con più richieste: 595 insegnanti per le medie, 2.690 per le superiori. Seguono Lombardia – 501 per le medie e 2.306 per le superiori – e Puglia, che chiede 530 maestre elementari e 1.770 professori.

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Dopo mesi di attesa, parte il Tfa. Il Tirocinio formativo attivo che sostituisce la Siss e abilita all’insegnamento nella scuola pubblica secondaria di primo e secondo grado partirà a giugno 2012. A dichiararlo è il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che, secondo i progetti indicati nel comunicato stampa, non ha intenzione di ritardare ulteriormente l’avviamento delle prove d’accesso.

I posti disponibili per l’immatricolazione, pari all’effettiva necessità di cattedre da coprire, sono 20.067: un quinto di essi per le scuole medie, il restante per le superiori. La ripartizione delle disponibilità ha base regionale. La Lazio è quella con più richieste di giovani leve: 595 insegnanti per le medie, 2.690 per le superiori. Seguono la Lombardia – 501 vacanze per le medie e 2.306 per le superiori – e la Puglia, che chiede 530 maestre elementari e 1.770 professori.

Al tirocinio abilitante per l’insegnamento possono accedere i possessori di laurea magistrale (corrispondente alle classi d’insegnamento del vecchio d.m. n. 22/2005), chi è iscritto a uno dei percorsi finalizzati al conseguimento di una laurea nell’anno 2010-2011 e chi è in possesso di un diploma Isef. Su Avvenire si dichiara soddisfatta Elena Ugolini, sottosegretaria del ministero dell’Istruzione: «Si dà una prospettiva ai giovani aspiranti docenti che si sono laureati in questi ultimi quattro anni privi di una forma di abilitazione». Più pratico, invece, è Francesco Magni, presidente del Coordinamento liste per il diritto allo studio: «Adesso bisogna approntare un nuovo sistema di reclutamento che sia davvero meritocratico, che eviti i rovinosi automatismi del passato e lasci più libertà alle singole scuole di attingere al bacino degli abilitati».

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