Il proiettile consegnato durante la Messa, le sparatorie per strada. Ma il parroco di Caivano continua a denunciare quel che vede e a chiedere a tutti di convertirsi
Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, Napoli (Ansa)
Anche dopo la grave minaccia subita l’altro giorno, don Maurizio Patriciello ha trovato parole cristiane per commentare l’accaduto. Non astio, ma carità. Non sociologia da quattro soldi, ma preoccupazione educativa. Al Corriere della Sera che gli chiedeva di rivolgere una parola ai giovani che, solo qualche giorno prima, avevano sparato in strada per “delimitare camorristicamente il territorio” (una doppia “stesa” di una decina di ragazzi armati di fucili, mitragliatori e pistole), il parroco di Caivano mandava a dire: «Dico loro di fermarsi, di godersi la gioventù. E di alzare gli occhi e ringraziare Dio per il dono della vita».
Irriducibile a qualsiasi classificazione politica e giornalistica, don Maurizio – e chi l’ha sentito ai nostri incontri a Caorle e al Meeting di Rimini lo sa – è sempre e innanzitutto questo: un prete fedele alla sua vocazione: annunciare il Vangelo.
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