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Perché le milizie sciite fedeli all’Iran attaccano i soldati italiani a Erbil

Di Leone Grotti
13 Marzo 2026
Intervista a Fausto Biloslavo, inviato di guerra a Erbil (Iraq): «La situazione è tesa. Qui ci sono i campi dei curdi iraniani che gli Usa potrebbero usare come forza di terra. Se avvenisse l'invasione, l'Iran farebbe la fine della Siria»
Campo Singara, la base italiana nel Kurdistan iracheno dove i nostri soldati addestrano i peshmerga curdi contro lo Stato islamico
Campo Singara, la base italiana nel Kurdistan iracheno dove i nostri soldati addestrano i peshmerga curdi contro lo Stato islamico (foto Ansa)

Per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran, una base italiana è finita sotto attacco. Nella notte tra mercoledì e giovedì un missile balistico prima e diversi droni poi sono stati lanciati verso la base di Campo Singara, come l'omonima fortezza legionaria dei tempi di Settimio Severo, nel Kurdistan iracheno, dove i nostri soldati sono presenti da anni per addestrare i peshmerga curdi nella lotta allo Stato islamico in coordinamento con il governo di Baghdad. «Prima un boato, poi l'arrivo dei droni» «C'è stato un pesante bombardamento su Erbil, il più pesante da quando è iniziato il conflitto», racconta a Tempi l'inviato di guerra del Giornale Fausto Biloslavo, che si trova nella capitale del Kurdistan iracheno. «Prima è stato intercettato un missile balistico, con il cielo che è stato avvolto da una nuvola rossa. Si è sentito un boato assordante e poi, a singhiozzo, sono arrivati i droni. Uno di questi ha colpito il compound italiano nell'aeroporto internazionale», confin...

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