Migranti a Milano: se ne occupa la Croce Rossa

Per volere del Prefetto, un centinaio di migranti è stato sistemato nell’area Expo. Se ne sta occupando la Croce Rossa, che già gestisce due centri di accoglienza in città

Clima agitato a Milano per la scelta di ospitare un gruppo di migranti nel sito ormai abbandonato dell’Expo. La decisione è stata presa dal prefetto Alessandro Marangoni per tamponare una situazione di emergenza, che ha sottolineato che l’area per il momento è libera e i profughi sosteranno lì solo per un periodo temporaneo. Il governatore della Regione Roberto Maroni si è detto fortemente contrario, ricordando che la Regione si sta impegnando a far rimanere viva l’area, e creare un centro di aiuto temporaneo per i migranti va proprio contro questo intento.
I migranti sono arrivati nell’area Expo nella giornata di lunedì 21 marzo, poco meno di un centinaio. Probabilmente nei prossimi giorni ne arriveranno altri, e, stando a quanto ha dichiarato il prefetto Marangoni, non si è potuto fare altrimenti visto che i centri di prima accoglienza milanesi sono al completo.

UN CENTINAIO. A gestire l’organizzazione del centro Expo è la Croce Rossa milanese, incaricata direttamente dal Prefetto. Spiega a tempi.it il presidente Antonio Arosio: «La Croce Rossa gestisce un centro di accoglienza a Bresso, poco lontano, e in virtù di questo siamo stati chiamati dal prefetto. Il tipo di aiuto che offriamo è solo di tipo organizzativo, a differenza dei nostri altri centri. Quando siamo arrivati a Expo, l’area era già stata attrezzata dalla Prefettura».

CENTRO DI BRESSO. Solitamente invece la Croce Rossa si occupa di tutti i passaggi della catena dell’accoglienza: dal primo contatto alle visite sanitarie, dal dormitorio al refettorio. È questo quanto accade nei due centri milanesi di sua pertinenza, come spiega il presidente: «Nel centro di Bresso ospitiamo circa 350 persone. È vero che siamo al completo ma la siutazione è del tutto gestibile. Il nostro desiderio sarebbe quello di allargare la struttura abitativa, c’è già stata una gara d’appalto, aspettiamo di conoscerne a breve i risultati. Nella struttura di via Aquila (zona Nordest della città) possono invece essere ospitate 200 persone».
La tipologia di migranti presi in carico dalla Croce Rossa è più o meno sempre la stessa: «Si tratta di persone che vorrebbero fermarsi non più di 30 o 40 giorni. Quando questa permanenza si prolunga è per via dei tempi estesi per l’ottenimento del diritto di asilo o del permesso di soggiorno. La maggior parte di loro vede Milano solo come una tappa momentanea». Quando si parla di migranti molto spesso compare lo spauracchio sanitario: «Il livello di assistenza sanitaria che diamo loro è quello di un qualsiasi pronto soccorso. Ci sono raffreddori e influenze come in qualsiasi casa italiana, è sbagliato fare allarmismo».

Foto Ansa