Messico sempre più ostile alle carovane di migranti: «Bisogna ristabilire l’ordine»

L’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Messico per bloccare l’afflusso di migranti dall’America centrale piace ai messicani, che appoggiano il presidente Lopez: «Sono un problema per tutti»

I messicani sono stufi delle carovane di migranti che partono dall’America Centrale e attraverso il Messico cercano di entrare negli Stati Uniti. Persino le associazioni umanitarie che offrono rifugio e sostegno agli immigrati nelle zone di frontiera hanno apprezzato l’accordo raggiunto di recente tra il paese e gli Usa.

L’ACCORDO USA-MESSICO E LE RETATE

Per evitare l’introduzione di pesanti dazi commerciali sui beni messicani, minacciati da Donald Trump, il presidente Andrés Manuel Lopez ha accettato di schierare seimila soldati al confine meridionale con il Guatemala per bloccare i migranti diretti verso gli Usa, rafforzare l’applicazione delle leggi sull’immigrazione e accogliere sul proprio territorio un maggior numero di richiedenti asilo.

L’accordo ha portato in Messico a retate su autobus, treni e hotel durante i quali molti migranti sono stati arrestati e rinchiusi in centri di raccolta in condizioni igieniche critiche. La notizia ha indignato migliaia di americani, ostili alle politiche migratorie di Trump, ma la reazione del popolo messicano è stata opposta.

LA GENTE È STUFA DEI MIGRANTI

I messicani infatti, come riporta il Washington Post, non sono più simpatetici ed empatici come all’inizio, quando a fine 2018 e inizio 2019 le carovane di migranti hanno cominciato a entrate in territorio messicano. Allora, secondo diversi sondaggi, almeno la metà dei messicani sosteneva il diritto dei migranti ad attraversare il paese ed entrare negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore. Le tensioni e le situazioni critiche che si sono create nelle città di frontiera, affollate di immigrati, hanno però fatto cambiare idea alla popolazione.

Secondo i sondaggi, l’accordo con Washington e le retate hanno fatto crescere la popolarità e l’apprezzamento del presidente dal 66 al 72 per cento. Inoltre, il 61,5 per cento dei messicani è favorevole a bloccare l’afflusso dei migranti in Messico, mentre il 57 per cento è contrario a concedere agli immigrati il diritto di asilo.

«RAPPRESENTANO UN PROBLEMA PER TUTTI»

Anche i messicani che non cedono alla retorica dei migranti che «ci rubano il lavoro», sembrano essere stufi delle carovane: «La verità è che rappresentano un problema per tutti», dichiara al quotidiano progressista americano Jorge Parada Leon, residente di Mexico City. «Attraversano il paese in modo pericoloso, molti muoiono. Dovrebbero risolvere i problemi dei loro paesi, invece che partire».

La promessa più osteggiata del presidente Lopez è quella di aiutare con finanziamenti i paesi dell’America centrale: «Bisognerebbe prima di tutto aiutare i cittadini messicani», spiega Argelia Miranda Vazquez, impiegata governativa.

«CHI LI GUIDA È IRRESPONSABILE»

Per molti le retate del governo messicano sono «moralmente inaccettabili», ma anche personaggi insospettabili, come il reverendo Alejandro Solalinde, che fornisce aiuto e assistenza alle carovane nel sud del Messico, hanno assunto posizioni più sfumate: «Qualcuno doveva imporre l’ordine nelle città di confine e al confine, chiunque lo attraversa senza il minimo problema». Gli ingressi illegali negli Stati Uniti sono stati da ottobre 2018 circa 600 mila.

«Chi ha portato i migranti al confine, esponendoli a enormi rischi, è stato irresponsabile», continua Solalinde. «Ci hanno creato un enorme conflitto diplomatico. Il presidente sta cercando di raggiungere un bilanciamento tra sicurezza nazionale e sicurezza delle persone. Sono sicuro che ci riuscirà».

Irineo Mujica, che con la sua associazione Pueblo Sin Fronteras ha guidato numerose carovane di migranti, dichiara ora che «le carovane sono state usate per scopi politici». Ma, sottolinea, «la colpa è anche dei media che descrivono i migranti come un pericolo in modo non veritiero».

Foto Ansa