A cosa ha portato un mese di raid aerei sauditi nello Yemen

Lo Stato della Penisola arabica è ormai dissolto, mancano le medicine, ribelli del nord e secessionisti del sud sono divisi e Al-Qaeda avanza

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APTOPIX Mideast Saudi Yemen War

Dopo quasi un mese di bombardamenti nello Yemen, l’Arabia Saudita ha dichiarato il 21 aprile la fine dell’operazione militare “Tempesta decisiva” e dei raid aerei. La nuova campagna politica “Riportare speranza”, però, è cominciata seguendo lo stesso copione: raid aerei contro i centri nevralgici del potere in mano ai ribelli sciiti Houthi. Ma che cosa hanno ottenuto finora i sauditi con un mese di attacchi?

QUASI 1.000 MORTI. Come riporta il Washington Post, l’Onu parla di almeno 944 yemeniti morti e 3.500 feriti. Molti di questi sono civili. Attraverso i raid, i sauditi e la loro coalizione di paesi sunniti sono riusciti a fermare l’avanzata dei ribelli, minando il loro potenziale di fuoco, colpendo depositi militari e basi aeree.

PAESE DIVISO. Riyad non è però riuscita a stabilizzare il paese. Gli Houthi avevano conquistato a gennaio i principali centri di potere nella capitale Sana’a. I ribelli discesi dal nord del paese, un tempo diviso dal sud, chiedono da anni di essere più rappresentati negli organi decisionali. L’assalto, che ha portato alla cacciata del premier e alla fuga del presidente Abdrabuh Mansur Hadi in Arabia Saudita, ha aperto uno scontro tra gli sciiti, le milizie fedeli al presidente e i secessionisti del sud. Divisioni che i raid sauditi non hanno appianato.

RAID CONTINUANO. L’operazione militare doveva obbligare gli Houthi a un compromesso, ma i ribelli non accettano ancora di sedersi al tavolo delle trattative. Chiedono infatti la fine dei bombardamenti e nel frattempo circondano Aden. I raid sauditi dovrebbero impedire la caduta della città e per ora non accennano a diminuire, complicando la situazione.

«COLLASSO IMMINENTE». Nel frattempo, afferma l’Onu, lo Yemen «è sull’orlo del collasso»: «Mancano le medicine, il carburante per i generatori e l’elettricità per gli ospedali. Senza benzina, le ambulanze faticano a funzionare. Milioni di bambini rischiano di non essere vaccinati e anche la polio, che era stata debellata, rischia di ritornare. La mancanza di cibo e acqua potabile» mette a rischio la popolazione.

AL-QAEDA AVANZA. Come se non bastasse, Al-Qaeda nella Penisola arabica ha approfittato del caos per espandere la sua già capillare presenza nel paese. I terroristi islamici, tra i successi più importanti, sono riusciti a conquistare Mukalla, nel sud del paese, quarta città più importante dello Yemen. Qui hanno occupato una base aerea e un importante porto marittimo.

DISSOLUZIONE DELLO STATO. La coalizione sunnita guidata dai sauditi è anche appoggiata da alcuni paesi occidentali, come Francia e Stati Uniti, che hanno fornito importanti aiuti logistici negli attacchi. Si teme, infatti, che gli Houthi siano sostenuti dall’Iran e dall’ex dittatore del paese Saleh. La fine del conflitto è ancora un’incognita, di certo per ora c’è soltanto la dissoluzione dello Stato yemenita.

Foto Ansa/Ap

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