Sul matrimonio aveva capito molte più cose il pagano Modestino dell’attuale sindaco (arcobaleno) di Roma
Nuptiae sunt coniunctio maris et feminae, consortium omnis vitae, divini et humani juris comunicatio. Questa definizione del matrimonio non si trova nel Catechismo nĆ© nel Codice di diritto canonico; il suo autore ā Modestino, III secolo d.C. ā non era iscritto ai Giuristi cattolici, e non era neanche cristiano. Era uno dei cinque giuristi le cui opere costituivano fonti utilizzabili nei giudizi: il Digesto contiene circa 350 passi attribuiti a lui. Pennella i tratti essenziali delle nozze e della famiglia: lāunione fra un uomo e una donna, la prospettiva dellāintera esistenza, e il richiamo al ādivinoā, oltre che allāāumanoā, non quale surrogato religioso, bensƬ per sottolineare che la faccenda ĆØ importante e trascende lāordinaria quotidianitĆ . Se Modestino ha elaborato questa nozione senza passare ā buon per lui ā da un corso di preparazione al matrimonio ĆØ perchĆ© lāha ricavata dallāoggettivitĆ dellāessere e dalla osservazione della vita della comunitĆ familiare.
ChissĆ se oggi, nellāaula Giulio Cesare in Campidoglio, qualcuno farĆ ascoltare lāeco di un diritto antico e mai superato, di fronte alla volontĆ espressa dal sindaco Marino di istituire nella capitale il registro che trascrive i matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti allāestero. Marino non ĆØ il primo a prendere una simile iniziativa: ĆØ stato preceduto dai suoi colleghi di Grosseto, di Fano e di Bologna; la replica a Roma ha però un peso evidente. Ć superfluo sottolineare che quei registri sono illegittimi; la disciplina del matrimonio ĆØ di competenza esclusiva dello Stato, anche quanto al riconoscimento degli effetti nel nostro ordinamento di nozze celebrate fuori dai confini nazionali.
Il confronto con Scalfarotto
Le materie per le quali il sindaco ĆØ ufficiale di governo sono normate dalle leggi nazionali: matrimoni e registri dello stato civile rientrano in tale ambito. Lo stesso sindaco Merola, commentando lāinvito a lui rivolto dal prefetto di Bologna di revocare il suo provvedimento, ha ammesso la correttezza del richiamo del rappresentante del governo, e ha qualificato il proprio atto privo di āeffetti legaliā, e invece carico di effetti āsimboliciā. Altrettanto superfluo ĆØ ricordare che la categoria degli atti aventi effetti āsimboliciā non esiste: al più potrebbe interessare la Corte dei conti, se mai questāultima volesse chiedere ragione dei costi connessi allāintroduzione di certi āsimboliā; che a Roma segue in parallelo il non simbolico incremento delle rette per gli asili nido.
In un confronto avuto qualche sera fa col sottosegretario alla presidenza Scalfarotto, costui auspicava un ordinamento nel quale una coppia costituita da persone dello stesso sesso possa attingere al medesimo scaffale dei diritti riservato a un uomo e a una donna che si uniscono in matrimonio. Alla scuola del pagano Modestino gli ho replicato che i diritti, se sono realmente tali, non sono merce che si preleva a piacimento da uno scaffale, per la elementare ragione che sono iscritti nella natura dellāuomo, e rispondono non ai suoi desideri, ma alle esigenze che quella natura esprime da millenni; e la natura, come ĆØ noto, non tollera violenze nĆ© forzature.
Ricordarlo oggi ā chi avrĆ voglia di farlo ā al sindaco Marino nel Palazzo senatorio dellāUrbe, sotto lo sguardo delle statue e dei busti dei romani antichi, non sarĆ retrivo clericalismo, ma fedeltĆ a un diritto e a una civiltĆ rispettose dellāuomo.
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37 commenti
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Peccato che l’orientamento omosessuale sia iscritto nella natura dell’uomo tanto quanto quello eterosessuale. E questo con buona pace degli ideologici delle religioni
SarĆ scritto in natura (sono propenso a pensare più ad una naturale potenzialitĆ secondaria), ma certo ĆØ che ĆØ sterile… quindi non rivendicate figli per un vostro gingillare .
Il problema, Mantovano, ĆØ che sebbene possa essere “giusto” quello che lei scrive, deve trovare in un esperienza un’oggettivitĆ comunicabile a tutti, altrimenti ĆØ solo una sua opinione, come giustamente Filomena, in fondo, fa osservare. Il cristianesimo non ĆØ un insieme di dottrine, ma un esperienza in cui uno scopre e vive il fondo della realtĆ , che ĆØ oggettiva e, quindi, comunicabile, affascinante e avvincente per tutti. Ci faccia capire: qual ĆØ il contenuto di questa oggettivitĆ di cui parla? Ci dispieghi come lei si accorge che “questi valori sono iscritti nella natura dellāuomo”. Abbiamo estremamente bisogno di questo! Non di un richiamo morale. Grazie
se su guarda in giro si accorgerĆ che nascono persone maschi e femmine, chissĆ perchĆØ, ma forse lei Gioacchino non ci arriva !!
Non solo “nascono”, sono concepiti! Il fatto che chi ha il patrimonio cromosomico XX ĆØ femmina e chi ha il patrimonio cromosomico XY ĆØ maschio ĆØ un dato scientifico, non una “fissazione dei cattolici”. E che le prime debbano comportarsi da femmine e i secondi da maschio ĆØ solo una conseguenza logica di quel dato, non un precetto morale “arbitrario”. Sono questi fautori dell’ideologia del “gender”, che riapplicano, per l’ennesima volta, la vecchia “sentenza” d’illuministi, marxisti & C. “se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti”.
Nessun fatto può essere detto se non in e con un linguaggio…neanche lo stesso termine “fatto”.
E prima di dirlo va colto (percepito), concepito (tradotto intellettualmente), collegato (nel rapporto fra le varie esperienze), collocato (posizionato), valorizzato (stabilendone il valore)… tutte operazioni squisitamente intellettuali – sempre basate su teorie, più o meno consciamente.
La teoria ĆØ semplicemente ma potentemente una chiave di lettura; ĆØ ovvio che se uno ritiene che una certa teoria l’abbia trasmessa dio in persona, allora la intende come veritĆ (intellettuale) e realtĆ (fattuale). Ma ĆØ un ragionamento come gli altri, con unico vincolo la coerenza interna (logica) e la non contradittorietĆ con l’esperienza (scienza).
āDall’inizio del mondo moderno, nel XVI secolo, non c’ĆØ sistema filosofico che corrisponda veramente al senso del reale di tutti; al quale, se abbandonati a sĆ© stessi, gli uomini comuni darebbero il nome di senso comune. Ciascuno comincia con un paradosso; un punto di vista particolare che richiede il sacrificio di quello che si può chiamare un sensato punto di vista. Questo ĆØ l’inizio comune di Hobbes e Hegel, Kant e Bergson, Berkeley e William James.
L’uomo deve credere in qualcosa in cui nessun uomo normale crederebbe, se venisse proposta improvvisamente alla sua semplicitĆ ; come, per esempio, che la legge ĆØ superiore al diritto, o che il diritto ĆØ fuori della ragione, o che le cose sono soltanto come noi le pensiamo, o che ogni cosa ĆØ relativa a una realtĆ che non ĆØ qui. Il filosofo moderno pretende, come una specie di uomo di fiducia, che una volta consentitogli questo, il resto sarĆ facile: egli raddrizzerĆ il mondo, non appena gli sarĆ concesso di storcere cosƬ il nostro cervelloā.
Gilbert Keith Chesterton.
@ Lucillo
senza nulla togliere al tuo intelletto (che sicuramente ĆØ potente), ma non posso nasconderti che spesso, quando ti leggo, penso al vecchio Chesterton.
Appunto: l’esperienza scientifica dice che coi sono solo due sessi: XY, maschio con DNA corrispondente, e XX, femmina con DNA corrispondente. Punto e basta.
Certo…ma lei ĆØ a conoscenza del fatto che in natura sesso biologico ed orientamento sessuale sono due cose diverse? Sembrate costantemente dimenticarvene…forse perchĆ© tale evidenza fa cascare il castelletto di carte di chi si oppone al doveroso riconoscimento delle famiglie omoparentali?
Ma quali “famiglie”? L’unico omosessuale dichiarato che ho avuto occasione di conoscere sul luogo di lavoro – un bravo perito chimico che sapeva far bene il suo mestiere – non aveva nessun desiderio di “metter su famiglia” con uno dei suoi partner occasionali, e men che mai d’adottare un figliolo. Forse perchĆ© era, tutto sommato, una persona di buon senso, a parte quello che voi chiamate “orientamento sessuale”. Che, forse, a detta di chi lo aveva conosciuto all’ITI, poteva essere una conseguenza di traumi e frustrazioni adolescenziali. E con questo chiudo.
“Se Modestino ha elaborato questa nozione senza passare ā buon per lui ā da un corso di preparazione al matrimonio ĆØ perchĆ© lāha ricavata dallāoggettivitĆ dellāessere e dalla osservazione della vita della comunitĆ familiare.”
Dunque non dai testi sacri che rappresenterebbero la parola di Dio, ma dalle usanze della sua realtà . A questo punto non si capisce perché le usanze dei nostri tempi dovrebbero avere meno valore di quelle riferite al suo tempo.
Sul fatto poi che i diritti siano iscritti nella natura dell’uomo, ricadiamo sempre nello stesso giochetto. Con il termine naturale non si intende oggettivamente quello che la natura ĆØ, ma l’interpretazione che la dottrina cattolica ne da, compresi gli esseri umani che sarebbero stati creati da Dio il quale avrebbe inscritto nella loro natura i diritti.
Ora come ben si comprende questo ragionamento vale per i credenti e non può essere esteso a tutti, quindi nessuno obbliga i cattolici a condividere questi atti simbolici ma non per questo non devono essere compiuti. I diritti invece sono diritti di cittadinanza e sono legati alle usanze dei nostri tempi non dei tempi di Modestino di cui con tutto rispetto, i più, “non addetti ai lavori” non ne conoscono l’esistenza e tanto meno il suo apporto al diritto canonico.
@Filomena
In quanto societĆ pluralista e globalizzata, le “usanze dei nostri tempi” sono molteplici, tra cui il matrimonio indissolubile monogamico, praticato sia da cattolici che da laici. Osservando la realtĆ si noterĆ che – laddove questa forma di famiglia funziona – esiste meno violenza sociale (compresa meno vioenza sulle donne rispetto ai conviventi o divorziati) e più benessere economico e personale (per esempio meno abuso di alcol e stupefacenti).
La natura ĆØ un tema di ordine filosofico-antropologico che ĆØ possibile argomentare senza fare ricorso alla fede, infatti autorevoli rappresentanti del giusnaturalismo erano pre-cristiani, come Aristotele, se non addirittura degli accesi anticlericali, come Locke e Rousseau.
La violenza domestica sulle donne è un fenomeno che non riguarda solo culture diverse dalla nostra come lo testimoniano le circa 120 donne uccise ogni anno in Italia per la maggior parte dai mariti o compagni italianissima. à di questi giorni gli ultimi fatti di cronaca. Mediamente una donna ogni tre giorni viene uccisa perlopiù per gelosia.
In realtĆ non si tratta neppure solo di situazioni in cui necessariamente regnano sovrane la miseria e lāignoranza. Purtroppo la questione ĆØ molto più complicata e spesso legata allāidea di possesso da parte dellāuomo nei confronti della donna perchĆ© ritiene di perdere il suo ruolo e il suo potere di capofamiglia.
A farne le spese molto spesso a differenza da quanto si potrebbe pensare, sono le donne intelligenti che vogliono un rapporto paritario con il marito o compagno e che non accettano di essere dipendenti economicamente oltre a voler avere esattamente come il consorte una vita lavorativa fuori da casa.
La fallacia naturalistica si nasconde nei cattolici che credono all oggettivitĆ della bibbia, a anche in coloro che sostengono cose come “gay si nasce” oppure che descrivono l’omosessualitĆ come unmodo d essere. Negare il cattolicesimo non implica dire si ai “diritti” di chi si descrive omtologicamente “gay”. Significa che non.cedi alla propaganda della chiesa… Ma io non cedo neanche alla propaganda omosessualista.
Filomena come al solito non sei obiettiva, ma faziosa e fuori dal reale. Secondo te la condizione delle donne Europee ĆØ paragonabile a quella nel mondo islamico ? Se la pensi in questo modo allora posso solo mandarti a quel Paese direttamente e senza soste !
Va’che Filomena e’ un uomo, non una donna… Complicato, ‘ne?
Filippo81
Il fatto che che la condizione delle donne islamiche sia molto peggiore non giustifica le 120 donne italiane uccise ogni anno e prima di guardare agli altri dovremmo guardare a casa nostra. E a quel Paese….vacci tu, senza ritorno.
Sul giudizio filosofico antropologico che il cattolicesimo da della natura e ai filosofi cui si riferisce, esso potrebbe essere contraddetto da altrettanti filosofi pre e post cristianesimo, come ben sai. Questo però non costituisce una prova oggettiva che la natura così intesa sarebbe frutto di un Dio, non necessariamente quello cristiano ma semplicemente una teoria tutta da dimostrare che il cristianesimo ha abbracciato. Il legame tra natura e divinità da cui deriverebbero le leggi è in effetti tutto da dimostrare a dispetto dei giusnaturalisti.
@Filomena
Allora non hai proprio capito: la riflessione sul rapporto tra natura e divinità può basarsi sulla ragione, cioè essere semplicemente filosofico, tralasciando gli aspetti teologici (che riguardano una specifica religione). Il fatto che esistano filosofi che la pensano diversamente non significa che tutti hanno ragione!
ma se più dei due terzi delle violenze sulle donne sono fatte in famiglia (quella “naturale” ..) !
il matrimonio “indissolubile” non ĆØ piu un “usanza” da quando ĆØ stato approvato il dovorzio…
pertanto dichiariamo il signor Cisco colpevole recidivo di divulgare… BALLE.
..e poi le questioni sociali non sono un problema di “usanze”…
una domanda al signor Cisco conta-BALLE: ma perche alla fine voi cristiani sentite sempre il bisogno di giustificarvi all’esterno della vostra dottrina (addirttura alla scienza..)?
Per dare piu forza alle vostre BALLE?
Shiva101
Sono contrario alla guerra preventiva , ma per fini educativi trovo legittimo il calcio in culo preventivo finalizzato alla tua educazione
Le famiglie che vivono violenza al suo interno sono le famiglie che purtroppo hanno subito il miasma del vostro letame culturale.
Ora rientra in camera… prendi la pillola delle otto, dopo un quarto d’ora ti vengono a cercare Yoghi e Bubu.
@Shiva
Forse (?) ti sfugge il fatto che il dialogo tra persone credenti e non credenti e’ possibile solo alla luce della ragione, che appartiene a tutti gli uomini. Oddio, diciamo QUASI tutti…
Shiva101… mi hanno moderato e credo che non pubblicheranno il mio post. In esso apprezzavo la tua grande intuizione, la profonditĆ del tuo pensiero e l’arguta domanda che avrebbe steso a terra definitivamente Cisco.
Cattivi questi di Tempi!
@Shiva
In realtĆ secondo l’ultimo Rapporto Eures, tra il 2000 e il 2012 in Italia sono state assassinate 2.220 donne, di cui meno della metĆ (48%) dal marito. Le altre dal convivente o conoscente (ex).
Quindi la violenza ĆØ maggiore dove non ci sono matrimoni o dove questi si sfasciano, ed ĆØ presumibile che anche nel 48% di uxoricidio ci siano almeno in parte dei gravi problemi che prescindono dal contesto matrimoniale.
Il divorzio ĆØ un diritto, non un dovere, quindi resta un’usanza per coloro che credono nell’indissolubilitĆ del matrimonio…
@ Filomena
Devi accettare lāidea che quando si affrontano certi problemi un minimo “sindacale” di preparazione bisogna averla per muovere contestazioni a quelli che reputi evidentemente ānemiciā. Ancora una volta ti vanti di non essere una tipa di catechismo, ma nel contempo non ammetti di ignorare il credo del tuo interlocutore e compensi creando una fantasticheria e alla quale attribuisci valore veritĆ . Sono congetture di pessima fattura.
āDunque non dai testi sacri che rappresenterebbero la parola di Dio, ma dalle usanze della sua realtĆ ā , non cāentra un fico secco ed ĆØ una affermazione superficiale che significa che ognuno deve adagiarsi alla realtĆ che trova. Che idea meschina hai dellāessere umano, e non mi meraviglia perchĆ© ĆØ coerente con il resto. Gli uomini cambiano la realtĆ , e siccome quella che proponi sarĆ un paradiso per te come per Attila era quella della steppa (…..chi lo dice che il tuo ĆØ progresso?), contro la tua realtĆ ci sono persone che si impegnano a cambiarla.
Con il termine natura si intende invece qualcosa di oggettivo, ma non come dici tu, ālāinterpretazione che la dottrina cattolica ne daā. Ma una realtĆ che giĆ prima dei cattolici greci e romani avevano compreso e sviluppato. Ignori anche quellāenorme patrimonio dellāumanitĆ . Studialo senza essere cattolica.
Me il meglio viene con il tuo ultimo periodo dove tiri le conclusioni:
con āquesto ragionamento vale per i credenti e non può essere esteso a tutti,ā reciti il solito mantra ⦠no……, i cattolici che la natura umana la conoscono meglio di voi che vi limitate a negarla, non vi possono imporre nulla, perchĆ© non varrebbe, cosi come non si può imporre ad un asino di essere un cavallo di razza (o capite o niente). Ma si limitano a proporre un sistema di vita con il quale si pone un argine al degrado che producete (aborto, pedofilia, incesto, animalismi di ogni tipo, autorizzazioni ad adozioni contro natura ), e verso il quale con una barbarie elegante, condita di democrazia, ed una crescente disumanitĆ fate male a tutti (non solo ai cattolici).
@Toni
Al di lĆ del tuo sdegno per il pensiero altrui che dimostri, sinceramente quello che mi preoccupa di più ĆØ la tua totale e incondizionata adesione ad una realtĆ che consideri immodificabile e che per la quale, come giĆ altre volte hai dichiarato, saresti disposto anche a rinunciare ai principi democratici pur di estenderla a tutti. Io sicuramente sono ignorante in molte cose e in particolare sulla dottrina cattolica ma cerco umilmente di ragionare su quello che viene proposto come spunto da articoli come questo. E il periodo che reputi “il meglio” ĆØ frutto di conclusioni logiche dal mio punto di vista in relazione alle premesse dei principi indiscutibili dichiarati. In quanto ad adattarsi alla realtĆ che si trova, anche quando palesemente rappresenta una chiara dicotomia con il vissuto e i bisogni delle persone, mi sembra sia esattamente quello che proponi tu quando dichiari la tua totale e indiscutibile adesione a certi modelli che non rispondono più alle necessitĆ del tempo in cui viviamo. Io non so se il mio ĆØ progresso, certo ĆØ il tentativo di rendere la societĆ più a misura d’uomo, più vicina alle sue aspirazioni, ai suoi bisogni. Del resto la realtĆ nel corso dei secoli si ĆØ di fatto modificata e io ritengo in meglio, sia pure passando attraverso una serie di “errori”. Sarebbe quantomeno sciocco affermare che la qualitĆ di vita non ĆØ migliorata anche solo rispetto a un secolo fa e che questo ĆØ frutto di un cambiamento della realtĆ sociale, economica ecc ecc. Tu questo puoi anche chiamarlo regresso, io lo chiamo progresso. Forse tutti quanti, dovremmo essere più umili e non avere la presunzione di dare risposte per gli altri, anche quando riteniamo che mettere al centro la persona con i suoi bisogni e non la Natura sia degrado. In ultimo ti ricordo che nessuno ĆØ nato professore e se ĆØ vero che io devo studiare, tu non sei esente da ciò.
Hai ragione Filomena,
ho sdegno per il pensiero altrui quando questo ĆØ preposto a fare del male, magari perchĆ© la vittima ĆØ troppo piccola o troppo vecchia, o perchĆ© non può avere voce in capitolo per scegliere i propri genitori e deve accontentarsi della convulsione emotiva di due viziosi. E magari poi argutamente spacciare il tutto come ārendere la societĆ più a misura dāuomo, più vicina alle sue aspirazioni, ai suoi bisogni.ā e conseguentemente definire questa propulsione maligna come “progressoā.
Si , Filomena, disdegno il pensiero āaltruiā perchĆ© ĆØ spacciato come “progresso” ma si tratta di una zuppa stantia, ancestrale, che lāessere umano ha lasciato alle spalle per diventare sempre più civile. Questo pensiero āaltruiā non ĆØ nulla di nuovo , anzi ĆØ tutt’altro, solo che si ĆØ avuto una brillante intuizione: che ogni basso impulso può essere legittimato democraticamente . Tutto qua (lāaltrui, di cui fai parte tu,⦠non ĆØ poi cosƬ āspecialeā). Questo, si innesta , tra l’altro in un contesto di politica dove i referenti non sono i cittadini, ma burocratizzate strutture sovrannazionali che dettano l’agenda delle cose di cose da fare ā¦. E che i politici, umili servitori, allāunisono con una servile propaganda, cercano di attuare (pure ad agosto, e di notte la scalfar8 lāhanno portata avanti).
Tu, (come parte “dell’altrui”) per questo invochi agevolmente il rispetto della legge che tra l’altro dalla tua prospettiva diventa (addirittura) una fonte morale. Ma vai pure oltre: auspichi pure che tutto questo tuo “progressoā diventa lāunico concreto punto di riferimento per tutti auspicando addirittura un uso strumentale della scuola che educhi a questo (con corsi, libri mazzochiani, dĆ©pliant ecc ā¦. nota ,ā¦.. mi ricordo i tuoi interventi, ed io NON MENTO) e chi ĆØ fuori da tale prospettiva pretendi relegarli nellāambito della superstizione (a proposito , ammazza il rispetto che hai tu quando il dissenso lo chiami obbedienza a āprincipi calati dallāAltoā o cose simili).
Io trovo disdegno …. MA ĆØ FALSO il tuo attribuirmi che ho dichiarato che sarei ādisposto anche a rinunciare ai principi democratici pur di estenderla a tutti ā la mia convinzione. Io impedirei volentieri di fare i āporci comodiā (traduci vs diritti civili) non certo gli impedirei di esprimere opinioni o aspettative nellāambito di uno Stato che da āarbitro imparzialeā ( e non che gioca come ora per una parte) e garante del ārispetto delle regoleā consente una competizione anche tra posizioni irriducibili, ma in cui ognuno, primo o dopo può prevalereā¦ā¦ e poi soccombere⦠e cosƬ via. E, bada bene, senza ācorsiā che devono imporre agli altri āil giusto modo di vivereā e senza ingiuriare gli avversari di malattie per delegittimarli (per es. omofobi).
Concludo dicendoti che ĆØ vero che ānessuno ĆØ nato professoreā ma questo dovrebbe portare , quando si ĆØ ignoranti, a non compensare lāignoranza con supposizioni stupide ā¦.. e magari (io lo faccio) tacere e non screditare il credo altrui.
Forse non hai usato le stesse parole ma il significato che attribuisco alla tua frase era che pur di “conservare” certi principi che tu consideri giusti sei disposto ad accettare governi non democratici. Se vuoi con un po’ di pazienza vado a ripescare il tuo post in cui sosteneva esattamente questo.
Del progresso poi tu giudichi solo gli aspetti che non corrispondono alla tua visione della vita ma non puoi negare che una diversa societĆ rispetto anche solo a 50 anni fa, ha determinato se non altro in termini di salute un miglioramento. E quando parlo di salute e speranza di vita più alta non mi riferisco solo all’assenza di malattia ma a quello che unanimemente oggi si intende per salute (il benessere fisico, psichico e sociale) e che deriva principalmente da quelli che vengono definiti determinanti di salute, in primo luogo le condizioni socio economiche, l’istruzione, i diritti civili. Solo dopo si parla degli interventi sanitari in senso stretto che fanno salute per circa il 15%. Queste sono conquiste degli ultimi decenni. E se a questo si accompagna quello che tu tanto detesti cioĆØ la salute anche riproduttiva io credo che sia un bene. Mi rendo conto comunque che le nostre posizioni sono inconciliabili ma non ĆØ vero che io non rispetto le tue e quando dico che tu accetti i principi calati dall’Alto mi riferisco alla tua dottrinale che non ammette replica o posizioni critiche all’interno. Non a caso ho scritto Alto con la maiuscola, era un segno di rispetto nei tuoi confronto non nei confronti dell’Alto. E questo in virtù del fatto che rispetto le persone perdonami ma un po’ meno l’Alto.
@Filomena
Non ho usato nessuna parola, ed il significato che attribuisci ĆØ un tuo arbitrio. In ogni caso sono di indole paziente ed aspetto che ripeschi i post, ma spero che hai lāonestĆ , se non lo trovi, di dirlo chiaro.
Democraticamente spero che il mondo cambi ed il diritto all’aborto diventi un brutto ricordo legato ad un periodo di profonda decadenza.
Per il resto non casco nel tuo giochetto che attribuisci un progresso dove mescoli ciò che più ti aggrada. Il progresso non lāhanno fatto gli abortisti, neppure i fautori dellāeutanasia,….. ed i diritti civili non sono il riconoscimento indiscriminato di ogni capriccio compulsivo di chi si sveglia la mattina e dice ā io desidero cheā.
Il progresso lāhanno fatto “anche” scienziati, medici, letterati, artisti, musicisti (perchĆ© il progresso non si limita al tecnologico) nei quali il rispetto di certi āprincipiā sono propulsione per cercare il bene dellāuomo in tutti i campi.
Ti rispondo per dirti che molto onestamente sono andata in cerca del tuo post ma siccome non mi ricordo su quale articolo stava non so come fare a cercarlo visto che si tratta di qualche mese fa almeno. Non so quanto valga la mia parola ma ti assicuro che l’avevi scritto e che poi io tra l’altro questa tua presa di posizione te l’avevo giĆ ricordata un’altra volta. Tu sai se per caso si può cercare un post con delle parole chiave o con il nome dell’autore? Se si sono sicura di ripescato ma cosƬ ĆØ difficile.
Non la troverai mai perchƩ non lo penso. Non scrivo quello che non penso. Mi confondi con un altro.
I principi cristiani se vengono applicati per mezzo di dittatura non valgono niente, possono essere accettate solo liberamente.
PS: Il modo di cercare ĆØ solo con un motore di ricerca : metti “www.tempi.it” FilomenaToni ed altri indizi.
Ma ti consiglio di non perdere tempo
Quello di cui non ti rendi conto ĆØ che hai appena negato l’esistenza e la possibilitĆ dei diritti fondamentali dell’uomo.
Errore: Cavallo da corsa …. non di “razza”
Moderazione…..perchĆ©?
“questo ragionamento vale per i credenti e non può essere esteso a tutti”…. Come dire che ci sono due “nature umane”? Quella dei credenti e dei non credenti? Bah… L’intepretazione della dottrina cattolica sulla natura umana ĆØ accessibile e condivisibile da tutti, credenti e non, semplicemente perchĆØ e quella vera. Facciamo un esempio molto terra terra, ok? AIDS, flagello dell’umanitĆ . Come si propaga? Con comportamenti deviati rispetto alla (unica) natura umana, che ĆØ fatta per l’unione indissolubile tra uomo e donna, come dice la dottrina cattolica. Il preservativo? Non fa altro che acuire il problema, perchĆØ alla base di tutto c’ĆØ la mentalitĆ di adesione una visione distorta della sessualitĆ , che ĆØ a livello comportamentale, antropologico, non “meccanico”. Altrro esempio: la cittĆ di Bristol, Inghilterra. Picchi altissimi di scambismo, omosessualismo e chi più ne ha più ne metta (usanze dei tempi, per dirla con Filomena). Risultato: aumento esponenziale della gonorrea (con annessi costi e danni economici a carico della collettivitĆ ). Ma al di la di tutto questo, la conseguenza peggiore ĆØ (torno sempre alle tue “usanze”, Filomena) una societĆ di efebi, di sbandati, di sradicati sociali, incapaci di alcun legame diverso da quello carnale. Una societĆ dominata e soggiogata dalle pulsioni di ogni tipo (le usanze), incapace di discernere quello che ĆØ bene da quello che ĆØ male per l’uomo. Quindi una societĆ debole, liquida, preda facile per i califfatti di varia specie. Conseguenze da trarre? Lascio parlare il Vangelo, cioĆØ la Parola di Chi, essendone il Creatore, meglio di chiunque altro conosce la natura umana: “.. se non vi convertirete, perirete tutti..”. Chi ha orecchi per intendere…. Saluti.
Le tue sono fantasie mistiche basate essenzialmente sulla sessuofobia. Io penso che al centro vadano messi i bisogni dell’uomo e non il concetto cattolico di natura. La personalitĆ ĆØ formata da una parte razionale e da una parte emotiva che devono stare in equilibrio se si vuole perseguire obiettivi di salute e di benessere. L’uomo nei secoli ha sempre cercato di porre rimedio alle malattie ma non ĆØ negando i bisogni compresa la sessualitĆ che si ottiene salute. In altre parole la salute non ĆØ assenza di malattia ma il benessere fisico, psichico e sociale (definizione OMS). Poi tutto il discorso, non dimostrabile, che Dio sarebbe il creatore della natura umana e che se non ci si converte aderendo a questi assiomi periremo tutti, lascio le conclusioni al buon senso di ogni singola persona.