Matrimonio gay, cardinal Burke ai francesi: «Legge ingiusta, continuate la “disobbedienza civile”»

Il prefetto del supremo tribunale della Segnatura Apostolica cita l’Evangelium vitae di Giovanni Paolo II: «Fa riferimento alla disobbedienza civile, è in questi casi che dobbiamo praticarla»

Perché i cattolici dovrebbero continuare a difendere la vita e la famiglia in un mondo in cui ogni battaglia sui “princìpi non negoziabili” sembra destinata a essere persa? «Perché Cristo è morto per tutti gli esseri umani, senza eccezione». E perché Gesù stesso ha detto: «Quello che farete al più piccolo di questi mie fratelli, l’avrete fatto a me». Sono le dichiarazioni del prefetto del supremo tribunale della Segnatura Apostolica, il cardinale Raymond Leo Burke, rilasciate giovedì scorso alla rivista francese Famille Chrétienne.

DISOBBEDIENZA CIVILE. Dalle pagine del settimanale cattolico, Burke ha incoraggiato i milioni di francesi scesi per le strade a protestare contro la decisione del governo Hollande di legalizzare il matrimonio omosessuale: «Ho seguito il combattimento contro la legge francese. Posso dire loro questo: continuate a manifestare, continuate a mostrare che la legge è ingiusta e immorale. La Chiesa vi sosterrà in questa lotta per la giustizia. Incoraggio i sacerdoti e i vescovi a proseguire su questa strada e a mostrare la loro opposizione in piazza, se necessario. È importante che essi siano d’esempio. Come è capitato a me, specialmente durante la Marcia per la vita (italiana, ndr)». Il cardinale ha citato in proposito l’enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II che «fa riferimento alla disobbedienza civile, è in questo genere di casi che noi dobbiamo praticarla». Non solo. Nell’intervista il porporato americano ha parlato anche della nota della Congregazione per la Dottrina della Fede firmata nel 2004 dall’allora cardinale Ratzinger, dove si indica ai sacerdoti di non dare la comunione ai politici cattolici che sostengono l’aborto (una regola che, ha precisato il cardinale, si trova già «nel codice di diritto canonico all’articolo 915»): secondo Burke, «i politici che si dicono cattolici ma che sostengono l’aborto dicendo di non imporre le loro credenze religiose sbagliano, perché la rivelazione divina conferma la legge naturale accessibile a tutti».

SULLE UNIONI GAY. Anche sulle unioni omosessuali il cardinale ha ricordato che il Magistero della Chiesa è molto chiaro e ha citato un’altra nota «della Congregazione per la dottrina della fede, pubblicata nel 2003 e firmata dal cardinale Ratzinger, che condanna ogni forma di legalizzazione delle unioni omosessuali. La natura ci insegna che l’uomo e la donna sono fatti l’uno per l’altra. L’alterità è una condizione necessaria per il matrimonio. Si deve comprendere che la Chiesa cattolica non potrà mai approvare le unioni omosessuali, che non possono essere naturalmente procreative».

EDUCAZIONE E PORNOGRAFIA. Infine, Burke ha chiarito che la battaglia dei cattolici è innanzitutto educativa perché fin da piccoli i bambini hanno bisogno di imparare il valore della vita e della famiglia, un compito che oggi la stessa Chiesa tralascia colpevolmente: «Mi ricordo quando ero vescovo di una diocesi in cui ho provato con tutte le mie forze a risolvere questi problemi», ha raccontato il cardinale. Naturalmente, però, la soluzione all'”emergenza educativa” non può venire dalla sola Chiesa. Tutta la società deve sentirsi coinvolta: «La scuola è un luogo in cui investire. E ciò include l’educazione cattolica, affinché sia più cattolica di quanto non lo sia attualmente». Quanto ai genitori, anche loro «hanno un lavoro da fare contro queste leggi insidiose», ha aggiunto Burke, ricordando che «il peggio è ormai senza dubbio la pornografia» e che occorre «essere attenti soprattutto quando i bambini usano il computer, cercando di tenere i propri figli lontano da tutte queste cose, dicendo loro cosa è giusto e cosa è sbagliato».