Maroni: «In Val di Susa gruppo di delinquenti che ha cercato la vittima»

Il ministro degli Interni Roberto Maroni oggi ha pubblicamente ringraziato le forze dell’ordine che ieri hanno difeso il cantiere di Chiomonte dall’assalto dei no-Tav armati di molotov, bombe carta, massi e ammoniaca. Anche Roberto Formigoni ha condannato su Facebook le azioni dei violenti e come risposta ha ricevuto delle minacce di morte

Roberto Maroni esprime il suo «ringraziamento sincero alla Forze dell’Ordine» per il lavoro fatto ieri in Val di Susa: «Hanno contrastato quella che il presidente della Repubblica ha definito violenza eversiva e io aggiungo, di stampo terroristico».

Riferendosi ai fatti di ieri – che hanno visto violenti scontri tra i no-Tav armati di molotov e bombe carta, e i poliziotti, che hanno difeso il cantiere di Chiomonte dell’Alta velocità in Val di Susa – il ministro degli Interni ha espresso «un ringraziamento sincero, personale e a nome del governo, alle forze dell’ordine e al capo della polizia, Antonio Manganelli», per come hanno gestito gli scontri in Val di Susa. Si è trattato di «violenza che non ha giustificazioni e che va condannata da tutti e che intendiamo contrastare con ogni mezzo» ha osservato. «Confermo che l’opera (la Tav, ndr) sarà fatta e, per quanto ci riguarda, saranno garantite le misure di sicurezza».

Secondo Maroni, «chi lancia bottiglie incendiarie con ammoniaca vuol dire che attenta alla vita dei poliziotti». In Val di Susa, c’era un «gruppo di delinquenti che ha cercato la vittima. E’ una pagina molto brutta, continueremo a difendere i principi della legalità».

La dura condanna degli scontri in Val di Susa è valsa delle minacce di morte su Facebook al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. «Lancio di pietre, bombe carta, feriti. Ancora una volta – ha scritto in un post sul social network il governatore – i falsi ambientalisti no-Tav fanno parlare di sé attentando allo Stato e impegnando le forze dell’ordine che tutto dovrebbero fare tranne rincorrere la follia eversiva di questi esagitati. Chi semina violenza deve essere condannato severamente». Al post del governatore lombardo hanno fatto seguito una serie di commenti, tra cui quello di un utente con minacce “Formigoni: devi morire”. Immediata la solidarietà di molti utenti del social network.