Male Romney. Tutta l’Europa (insieme a Putin, Ahmadinejad e Chavez) voterebbe per Obama

Quasi tutto il mondo vorrebbe ancora Barack Obama. Il democratico sarebbe rieletto anche dagli africani, per quanto delusi. Solo Israele con Romney, i dittatori tutti per Obama. La Cina sfoggia il suo consueto stile.

Obama o Romney. Domani gli Stati Uniti sceglieranno se riconfermare per un secondo mandato il democratico oppure se cambiare, delusi da tante promesse non mantenute, e virare sul repubblicano. I sondaggi dicono che i due candidati sono vicinissimi e che la vittoria si deciderà al fotofinish. Ma se fosse il resto del mondo a scegliere, chi trionferebbe tra i due contendenti?

ISRAELE. Secondo un’indagine condotta dal Guardian, se a votare fosse Israele la vittoria andrebbe sicuramente a Romney. I rapporti tra Obama e il premier israeliano Netanyahu, infatti, sono tutt’altro che idilliaci, con il primo che si è sempre rifiutato di calcare troppo la mano per convincere l’Iran di Ahmadinejad a rinunciare alla bomba atomica. Come affermato da Randi Mellman Oze, americana che vive in Israele, «sono sempre stata democratica. Ma mi sembra che tra i principali interessi di Obama non ci sia Israele. Invece di concentrarsi sulle sanzioni contro l’Iran nei primi due anni di presidenza, ha fatto pressione a Israele tendendo la mano agli ayatollah. Se non avesse seguito questa politica, ora non saremmo sull’orlo di una guerra».

KENYA. Fermo restando che se avessero la possibilità di votare sceglierebbero ancora in massa Obama, anche i kenyani sono insoddisfatti del presidente in carica. Il padre di Barack, infatti, era kenyano e l’orgoglio di vedere rieletto un afroamericano è più forte di qualunque programma elettorale. Però «non speriamo più in Obama» dichiara Boniface Mwangi, attivista politico di Nairobi. «Non so che cosa sia andato storto ma credevo che Barack avrebbe aiutato l’Africa e invece mi vergogno a dirlo, ma George Bush ha fatto molto di più per noi. Obama non ha fatto niente e spero che nel suo secondo mandato si ricorderà dell’Africa». Il presidente in carica, infatti, ha passato solo 20 ore sul suolo dell’Africa sub-sahariana mentre il presidente cinese Hu Jintao, ad esempio, ha visitato ben 17 paesi.

EUROPA. In Europa non c’è partita: francesi, tedeschi, italiani e inglesi assicurerebbero una vittoria schiacciante a Obama, un presidente che nei fatti si è dimostrato molto europeo e molto poco americano. Nel Vecchio continente è visto come un baluardo pacifista, un idolo progressista, mentre Romney viene descritto con disprezzo come «una locusta capitalista», un presidente che incoraggerebbe «l’egoismo sociale». Il repubblicano, del resto, non ha mai fatto niente per accattivarsi gli europei descrivendo quello dell’Ue come un modello economico fallito. Che abbia ragione o meno non conta, anche qui l’orgoglio gioca la sua parte e non può star simpatico agli europei chi pronuncia frasi come questa: «Se Obama vince, gli Stati Uniti faranno la fine di Atene, Madrid e Roma». Non proprio un complimento.

PAKISTAN. Ecco uno dei pochi paesi che preferirebbe Romney. Non certo perché provi simpatia o apprezzi il candidato repubblicano, «chiunque vinca la politica Usa non cambierà», ma perché i rapporti tra Stati Uniti e Pakistan non sono mai stati così disastrosi come durante l’amministrazione Obama. Il motivo principale è il massiccio utilizzo da parte del presidente per colpire i talebani dei droni, che hanno causato moltissime vittime civili in Pakistan, il quale spesso protegge gli estremisti islamici. Per questo oggi non c’è più traccia dell’entusiasmo islamico di quattro anni fa nei confronti del presidente: «Ormai la gente ha capito che gli americani sono sempre americani e che George Bush e Barack Obama sono due facce della stessa medaglia» afferma Munawar Hasan, presidente del partito conservatore islamico Jamaat-e-Islami.

AMERICA LATINA, IRAN, RUSSIA. Romney insomma riscuote pochissimo successo, anche se a volte essere odiati può essere motivo di vanto. Dalla parte di Obama, infatti, si schierano anche quasi tutti i regimi dittatoriali del mondo, perché lo considerano debole. È il caso dell’Iran, contro cui Romney ha usato parole durissime, e della Russia, definita dal repubblicano «il nostro antagonista geopolitico numero uno». Persino il venezuelano Hugo Chavez vorrebbe di nuovo Obama alla Casa Bianca: «Spero che le mie parole non danneggeranno Obama, ma se fossi un cittadino degli Stati Uniti voterei per lui, perché è un bravo ragazzo».

L’ANOMALIA CINA. L’unico paese che non appoggia Obama, ma neanche Romney, è la Cina. Non perché il Partito comunista non abbia preferenze: il repubblicano ha attaccato Pechino molto più del presidente in carica, ma semplicemente perché è sicuro dei suoi mezzi. «Mi piace lo stile di Obama. È un ragazzo davvero fascinoso. Romney mi sembra un po’ troppo aggressivo» dichiara il ricercatore di Pechino Ming Ming. «Ma in fin dei conti non fa molta differenza se vince l’uno o l’altro, perché i rapporti economici contano molto più dei discorsi politici. Quando Romney, come anche Obama, sarà eletto presidente, diventerà più realistico». China style.