Ma vi sembra normale che nelle prigioni italiane si suicidi un detenuto ogni mille?

L’Italia per detenuto spende più della Francia, il doppio della Spagna, due e volte e mezzo gli Stati Uniti ma nel 2009 si sono suicidati in Spagna 4 prigionieri ogni 10 mila, in Italia ben 9,1.

Se fosse solo un problema di soldi, forse, non ci sarebbero problemi. L’Italia per ogni detenuto spende più della Francia, il doppio della Spagna, due e volte e mezzo in più rispetto agli Stati Uniti. Ma in Italia si suicida un detenuto ogni mille, in Italia (nel 2012) la popolazione carceraria ammontava a 65.717. Fate pure il conto. I problemi dei suicidi e del sovraffollamento continuano a essere cronici, nonostante spendiamo 3.511 euro a detenuto.

TASSO DI SUICIDI. Alla quantità di risorse, però, non corrisponde automaticamente un miglioramento delle condizioni dei detenuti. Senza ripetere l’impietoso confronto con le condizioni di reclusione ad esempio del pluriomicida norvegese Breivik, come riportano i dati del Consiglio d’Europa basta dire che nel 2009 si sono suicidati in Spagna 4 prigionieri ogni 10 mila, in Italia ben 9,1: più di Germania, Austria, Polonia, Regno Unito. E non si può certo dire che in Italia il tasso di suicidi è alto in generale, dal momento che ogni 10 mila persone si tolgono la vita 1,2. Il rapporto, dunque, è di 1,2 fuori dal carcere e di 9,1 dentro. Non parliamo solo di detenuti, ogni anno 10 poliziotti penitenziari tolgono la vita.

IL PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO. Come rivela il Centro studi di Ristretti Orizzonti, l’Italia «detiene il record del tasso di sovraffollamento penitenziario in Europa e, allo stesso tempo, presenta lo “scarto” maggiore tra suicidi dentro e fuori dal carcere: difficile pensare che non esista un rapporto tra affollamento delle celle, riduzione della vivibilità e elevato livello di suicidi». Cresciuto del «300%», prosegue lo studio, dagli anni ’60 a oggi.