Ma le paritarie devono pagare l’Imu sì o no? Deputata Pd lo chiede al Governo. Risposta: non lo sappiamo

Un’interrogazione alla Camera chiede la definizione di “retta simbolica” che permette alle paritarie di chiedere l’esenzione dall’Imu. Ma lo Stato ha bisogno di “accertamenti”. E lunedì si paga

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Il 12 dicembre 2012 il sottosegretario Vieri Ceriani risponde all’interrogazione degli onorevoli Simonetta Rubinato e Alberto Fluvi, entrambi del Pd, alla Commissione Finanze della Camera in merito alla misure per cui gli enti no profit – particolarmente le scuole – possono chiedere l’esenzione dell’Imu. L’amministrazione è però ancora in alto mare nella definizione di un regolamento univoco. Notizia che, a pochi giorni dalla scadenza della tassa, non può che preoccupare i firmatari.

RISPOSTA INESISTENTE. La richiesta dell’onorevole Alberto Fluvi di una «definizione in termini quantitativi di tale “importo simbolico“» delle rette – fattore che definisce se un ente può rientrare nella dicitura “non commerciale”, e quindi richiedere l’esenzione –  è però caduta nel vuoto. La risposta all’interrogazione, infatti, precisa «che sono attualmente in corso approfondimenti istruttori in merito all’eventuale individuazione di paramenti di riferimento oggettivi che possano guidare l’attività di accertamento degli enti impositori rispetto alla valutazione dei corrispettivi».

IMPORTO SIMBOLICO. La definizione della retta “simbolica” è ancora tutta da fare. Non ci sta Simonetta Rubinato, che reputa «inverosimile che gli enti scolastici possano offrire il servizio a titolo gratuito senza compromettere il proprio equilibrio finanziario, dal momento che essi sono comunque soggetti a tutti gli obblighi in materia di trattamento retributivo del personale docente e di quello ausiliario, di sicurezza delle strutture, nonché di accoglienza e assistenza degli alunni con disabilità». E rileva, peraltro, «come lo stesso Sottosegretario abbia sottolineato nella risposta, la necessità di superare l’ambiguità insita nell’interpretazione che considera “simbolico” l’importo del corrispettivo soltanto se questo copre una frazione del costo del servizio».

COME A BUCCINASCO. Simonetta Rubinato auspica inoltre che «si tenga conto, nel dirimere la questione, delle preoccupazioni espresse da tantissime famiglie da autorevoli esponenti del Governo, i quali hanno riconosciuto, soprattutto con riferimento alle scuole dell’infanzia e agli asili nido, che le scuole paritarie coprono, in alcune parti del territorio, un’offerta formativa che lo Stato non è in grado di pagare » come dimostra l’esempio della scuola Don Stefano Bianchi di Buccinasco.

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