L’Unità: I grillini sono un movimento «totalitario». Meglio un Pd «a vocazione maggioritaria»

Anche a sinistra s’inizia a comprendere qualcosa della natura del movimento del comico genovese. «Grillo e i suoi seguaci sono un’onda diversa, difficile da cavalcare per tutti anche per gli amanti del surf»

Con la spina nel fianco dei grillini, il Pd deve «riprendere a ragionare sulla necessità, in Italia, di un partito riformatore a vocazione maggioritaria». Una riflessione che era iniziata con la segreteria di Walter Veltroni. A dirlo è Michele Ciliberto, storico e docente della Normale di Pisa, sull’Unità di oggi. Per Ciliberto, fu sbagliato rinunciare alla costruzione di un partito riformista moderno, dopo la sconfitta alle politiche del 2008. Ne conseguì «l’offuscamento, e il sostanziale dileguarsi, di una dinamica bipolare in grado di riorganizzare in forme nuove il sistema politico italiano». Ma quel percorso è una necessità, tanto più «di fronte al successo del Movimento 5 Stelle».

SCELTA CIVICA? CENTRO RICICLATO. Ci sono tendenze che mettono in discussione la democrazia e le scelte dei cittadini. Fra queste c’è il trasformismo, secondo Cilberto. Un esempio? «Negli ultimi mesi si è enfatizzata, quotidianamente, l’importanza del Centro come se si fosse finalmente trovata l’araba fenice. Ma riciclare sotto le bandiere di Scelta civica Fini e Casini cosa era, nonostante tanta retorica sulla “società civile”, se non vecchio trasformismo: questo indomabile Proteo sempre pronto a risorgere, specie nei momenti di crisi della storia nazionale italiana?». Per Ciliberto, «solo un serio bipolarismo può contrastare le tendenze strutturalmente trasformiste della nostra storia».

M5S “APOCALITTICO”. Per Ciliberto, quello di Beppe Grillo è un movimento più che maggioritario, «totalitario»: «Quello a cui tende non è infatti un sistema di alleanze in cui inserirsi, tanto meno in funzione subordinata». «Esso esprime una forte pulsione di autonomia, di indipendenza, di alterità. Non vuole in alcun modo far parte di un gioco politico ordinario; ambisce ad identificarsi con l’“intero”, cancellando l’idea di “parte” e quindi anche la differenza di destra e di sinistra. È effettivamente, per alcuni aspetti, un movimento “apocalittico”, e come tale tendente alla totalità».

L’ONDA GRILLINA. «Grillo e i suoi seguaci sono un’onda diversa, difficile da cavalcare per tutti anche per gli amanti del surf». «Lo sforzo che oggi stanno facendo i capi politici del Pd per cercare di stabilire un contatto con il Movimento 5 Stelle» si può spiegare con il fatto che «non sono ancora chiare fino in fondo la violenza e la natura dell’onda che si è abbattuta sul nostro sistema politico e le conseguenze che essa può generare, se riesce a ingrossarsi». «Forse», prosegue Ciliberto, «non è stata compresa ancora fino in fondo la “missione” (uso volutamente questo termine di tipo religioso) che Grillo e Casaleggio si sono dati». E conclude: «Oggi è assai arduo proporre al Movimento 5 Stelle una piattaforma comune, sia pure su una serie circoscritta di punti, riproponendo modelli politici ordinari e schemi parlamentari tradizionali».