Londra, Scruton: «Multiculturalismo ha distrutto la cultura condivisa»

In un’intervista al Foglio, il filosofo conservatore Roger Scruton dichiara dopo gli scontri di Londra: «Ci avevano insegnato a vivere in un ambiente amorfo, nella città postmoderna aperta a tutte le culture. (…) Tutto quello che invece il multiculturalismo ha sancito è stata la distruzione della cultura pubblica condivisa. Il risultato è stato il relativismo»

“Sulla sommossa di Londra, durante la quale ieri è morto un ragazzo di ventisei anni, rischia di smontarsi un pezzo della Big Society di David Cameron. Nessuno sa ancora quale sia il vero movente della rivolta e tutti sanno invece che Tottenham e gli altri quartieri difficili nei quali sono nate le rivolte erano da tempo una polveriera fatta di degrado, criminalità, multiculturalismo fallito, integrazione teorica” (Foglio, p. 1).

“Cameron si schianta su una fiducia eccessiva nei confronti del suo paese: pensava fosse maturo per una svolta liberista che prevedesse meno Stato e più individuo, meno aiuti e più autosufficienza. Gli incidenti di Londra, Birmingham, Liverpool e Leeds gli dicono invece che la Gran Bretagna si è incagliata. (…) Il Labour adesso attacca strumentalmente il premier, deride il suo progetto e torna a picchiare sui tagli al Welfare che la Big Society porta con sé” (Foglio, p. 1).

“Tutto strumentale, tutto persino meschino, però contemporaneamente molto in linea con il mood di un paese stremato dalle conseguenze della crisi economica del 2008. Sembra che non regga null’altro, in questo momento a Londra: non regge la consapevolezza che la città vive tensioni sociali da decenni e che a provocarle sono state buonismo, multiculturalismo, progressismo che, nel tentativo di integrare, hanno isolato i più poveri. Si lavano la coscienza con gli aiuti e con la pioggia di sterline, senza accorgersi che stavano creando un mostro” (Foglio, p. 1).

Il filosofo conservatore Roger Scruton, docente a Boston e alla St. Andrews, ha dichiarato al Foglio: «Provo orrore e tristezza per come abbiamo distrutto il vecchio curriculum, dicevano che era monoculturale, che perpetuava l’idea della civiltà occidentale come superiore, che era patriarcale, il prodotto del maschio bianco europeo che aveva perso autorità. Ci avevano insegnato a vivere in un ambiente amorfo, nella città postmoderna aperta a tutte le culture. (…) Tutto quello che invece il multiculturalismo ha sancito è stata la distruzione della cultura pubblica condivisa e il diritto al rispetto, creando un grande vuoto. Il risultato è stato il relativismo».