Logan – The Wolverine. Non è un paese per vecchi mutanti

Logan è un gran film, il migliore di James Mangold che per dirigerlo e sceneggiarlo si è ricordato forse del suo bellissimo Copland di vent’anni fa

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In un futuro nemmeno troppo lontano Logan è rimasto l’ultimo dei mutanti e deve prendersi cura del professor Xavier. Di James Mangold

Già il trailer doveva metterci in guardia. La ballata triste di Hurt cantata da Johnny Cash faceva da commento a un Logan vecchio e non più in forma alle prese con un cattivo spietato. Logan è un gran film, il migliore di James Mangold che per dirigerlo e sceneggiarlo si è ricordato forse del suo bellissimo Copland di vent’anni fa, un poliziesco dalla parte degli sconfitti con Stallone sordo e suonato che prova a rimettersi in piedi. Logan è praticamente lo stesso film: non è una storia di supereroi ma è un western alla McCarthy dove l’ultimo degli eroi lotta per affermare il Bene e per far questo si carica sulle spalle un vecchio e attraversa un’America polverosa per ritrovare il paradiso. Gran western, trapuntato di riferimenti, da Peckinpah a Leone passando per parecchi film di Eastwood (c’è una scena traslitterata da Un mondo perfetto).

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