L’occasione di ricominciare (ma butteremo via anche questa)

Ecco la questione che ci dovrebbe ferire: noi viviamo a come vive il coronavirus e andiamo al tappeto se non abbiamo più niente da fare. E adesso?

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Cronache dalla quarantena / 17

Comunque andrà a finire, è impossibile non riconoscere la ricchezza di ragion pura e pratica alle quali ci costringe questa carestia-virus universale. Essenzialmente, ci costringe a rinunciare all’ideale dell’uomo faber. L’uomo fabbricatore. Meglio. A rinunciare all’idea che l’azione del fabbricatore sia della stessa natura, e abbia lo stesso scopo, di quella del nanokiller.

Infatti cosa fa il sub amminoacido che non ha neanche un avvocato che lo difenda, tipo Greta che difende i ghiaccioloni al pinguino? Fa esattamente come fa normalmente l’homo faber. Si fabbrica la sopravvivenza implementandosi con lavorio, di fino e di grosso; balzella da un corpo all’altro, moltiplicandosi rapidissimamente; scava tunnel, dighe, infiamma foreste di cellule. Insomma, si fa un mazzo così. E non è che il suo scopo è stecchirci (che poi gli tocca stecchire anche a lui). No. Scopo del suo lavoro è moltiplicare i clienti.

Il coronavirus non ci vuole morti. È solo un incosciente lavoratore come tendenzialmente lo è ciascuno di noi. Un gran faticone privo di “coscienza etica”. Ma soprattutto privo di uno scopo consapevole. Per questo non gli puoi fare le prediche etiche, al virus.

Come le prediche etiche non dovresti farle neppure agli esseri umani – prete, padrone o pennivendolo tu sia – tanto lo sai già che scivolano via come sul virus. Nel caso degli esseri umani, risultando inutili. Non perché gli umani siano sottoprodotti di batteri. Al contrario, le prediche etiche non funzionano neanche con gli umani proprio perché gli esseri umani sono dotati di ragione. E al diavolo il “dover essere” a prescindere. Diciamo la verità vera pur rimanendo veramente attaccati a papa Francesco: il suo gesto esistenziale di sabato scorso in piazza San Pietro vale da solo tutta la morale fatta al mondo da Santa Marta.

Ma ritornando al Corona Faber. Anche il virus è un lavoratore. Non ha cervello, ma è instancabile. Ecco la questione, a ben pensarci, che ci dovrebbe ferire: anche se non ci abbiamo mai pensato, noi viviamo a come vivono i virus. Ovvero molti gradini sotto la misura di un batterio. E quante volte ci siamo ripetuti con Gordon Gekko, anche su queste colonne, genio malefico nel film Wall Street: «L’Amore? Non esiste. Ci sono solo i soldi. Tutto il resto è conversazione. Il denaro non dorme mai».

Perfetto. Io dico che il denaro non è male come divinità. Se durasse. Purtroppo non dura. Come si vede platealmente in questi giorni di chiusura in una stanza. Non Lenin e neanche Reagan hanno fatto manifestamente crollare tanto lo spirito protestante del capitalismo, quanto il cristianesimo esteriore del comunismo. L’uomo fabbricatore va a tappeto di qua e di là semplicemente perché le fabbriche chiudono e lui non ha più un cazzo da fare. E per di più deve stare chiuso in un loculo neanche fosse uno zanza di politico ai domiciliari.

(Che poi avete notato il genio feroce di un giudice? Ha tolto dagli arresti domiciliari un politico accusato di corruzione: stupendo, finalmente è passato dall’arresto al volontariato domiciliare).

E adesso? Beh adesso la vita è obbligata a ricominciare daccapo. O a spararsi un colpo (ma piazzato bene, occhio a non sopravvivere ché non ci sono più posti in terapia intensiva). A ricominciare perché non puoi stare senza fare, e fare senza un perché.

Ma la butteranno su Madre Terra, vedrete. Poco poco la reclusione si prolungherà di qualche mese, inventeranno la mobilitazione ecologica domiciliata. E così riusciranno a buttar via anche questo treno provvidenziale che non passa neanche una volta per generazione. E magari non passerà più.

Perché dopo il buon Joe Corona è in arrivo il fratellino cattivo Jack Hanta. E taaac… altro che ghiacciolone al pinguino. A quel punto Greta Thunberg si sarà fatta quindici-sedici anni di sbatti per finire in bocca a un virione così.

In conclusione, per farla finalmente finita con la menata di come mai Dio permette la morte dei bambini, che era partita sinceramente tragica ed è diventata alibi alla menzogna, rifacciamoci una vita con questo virus che salvaguarda sia i bambini sia la morte dei vecchietti.

Foto Ansa