Lisa e Anita non sono Greta. Loro vogliono andare a scuola

L’iniziativa di due dodicenni di Torino, che protestano contro la dad. Ma non paragonatele all’attivista svedese.

C’è del buono nell’iniziativa di Lisa e Anita, due studentesse di 12 anni della scuola media Italo Calvino di Torino. Le due ragazze si sono sedute al banco in strada, provviste di libri, quaderni e tablet per seguire le lezioni, ma appena fuori dal loro istituto. Le due giovani trascorrono così le prime ore di lezione e poi rientrano a casa per seguire il resto online. «La scuola è il posto più sicuro, vogliamo tornare in aula. S’impara di più a guardare i professori negli occhi che in uno schermo al computer».

«Non sono una fan di Greta»

In molti hanno paragonato il loro gesto a quello di Greta Thunberg, l’attivista svedese impegnata per la salvaguardia del pianeta, che s’affanna perché il mondo degli adulti si preoccupi maggiormente dei cambiamenti climatici. Le due ragazzine, però, finora, non ne hanno mai fatto una questione di rivendicazione “politica”. Loro dicono semplicemente: vogliamo andare a scuola, vogliamo tornare in classe, è possibile anche seguendo tutte le indicazioni sanitarie. Punto.

Lo ha raccontato la stessa Anita al Domani:

La paragonano a Greta Thunberg, l’attivista svedese di 17 anni che sciopera per il clima, ma in realtà «non è che l’ho seguita tanto» dice. Aggiunge: «Non sono una fan. Mi è piaciuto il gesto che ha fatto. Ci ho ragionato un po’, ma no, non sono una fan. Non mi sono ispirata a lei».

Non sono pappagalline

Ora è possibile che, visto il clamore mediatico, questo gesto spontaneo prenda un’altra piega. Il ministro Lucia Azzolina ha telefonato alle due ragazze e già si parla di “Friday for School”, ma sarebbe un peccato “sporcare” il gesto delle due studentesse con altre motivazioni diverse da quelle da loro espresse. E che con la protesta di Greta c’entrano poco, anzi sono di segno opposto. L’attivista svedese non va a scuola, Lisa e Anita ci vogliono andare. Greta incolpa gli adulti della situazione del mondo, Lisa e Anita con i loro insegnanti ci vogliono avere a che fare, ne riconoscono l’importanze per la loro crescita: non li incolpano per ciò che non fanno, ma li cercano per ciò che possono trasmettere loro. Greta presume di sapere come si fa a salvare il mondo e non accetta compromessi che possano intaccare questa sua visione, Lisa e Anita non hanno una tale presunzione, ma si limitano a dire: noi vogliamo andare a scuola. E a scuola ci vuole andare chi sa di non sapere, non chi ha in tasca la soluzione per evitare la distruzione del pianeta.

Quando le ascoltiamo non abbiamo l’impressione che, per dirla come il filosofo Pascal Bruckner, ripetano a pappagallo paure inoculate loro dagli adulti, ma che esprimano con coraggio un loro desiderio legittimo e genuino.

Foto Ansa