L’approssimazione è lontana dal possesso quanto dalla sterilità. Quando si abbandona questa reciprocità vertiginosa ed esigente, è l’inizio della fine
A un metro da te, di Justin Baldoni (2019)
Siamo soliti pensare che l’approssimazione sia una modalità operativa disdicevole: essere approssimativi vuol dire agire “un tanto al chilo”. Ed effettivamente, in molti casi è sintomo di un “tirar via” le cose. Ma se indaghiamo tra i diversi significati del termine, esso può voler dire, letteralmente, “avvicinamento”, “avvicinarsi”, impresa fantastica, oggi a rischio, forse il rischio dell’autodistruzione umana.
Approssimazione, spiego a lezione, è il vertice della comunicazione ed è legata alla condizione stessa dell’umano. Dante aveva intuito che a differenza degli animali, che sono guidati solo nature instinctu (stimolo-risposta), e a differenza degli angeli, che invece si vedono reciprocamente per fulgentissimum speculum (la totale e trasparente empatia), gli uomini si trovano in una situazione del tutto particolare: essi, infatti, sono caratterizzati da uno spirito che è racchiuso nella grossitie atque opacitate mortalis corporis. Il nostro profondo è racchiuso in un corpo “spess...
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