“Abbasso questo genere di cose”. La passione di Linehan, bersaglio della nuova censura
Per gentile concessione del Catholic Herald, proponiamo di seguito in una nostra traduzione un commento di Ed West sul caso di Graham Linehan (di cui Tempi ha parlato qui) apparso mercoledì 22 ottobre 2025 nel sito del mensile britannico. La versione originale inglese del testo è disponibile in questa pagina.
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Credo di non avere più visto con i miei occhi un cartello con su scritto “Abbasso questo genere di cose” da quando ho assistito alla marcia di protesta contro il Papa nel settembre 2010. L’insegna era una citazione di un episodio di Father Ted, serie comica degli anni Novanta, nel quale il protagonista e quel fesso del suo compare, padre Dougal, sono costretti a protestare contro la proiezione di un nuovo film blasfemo intitolato The Passion of Saint Tibulus. Quella battuta, una delle tante rese popolari dalla serie, nel 2010 alludeva a un giudizio ironico e sottilmente derisorio nei confronti della religione, come a dire: è più ridicola che malefica.
Nel settembre scorso, tuttavia, a esporre quello stesso cartello sono stati i sostenitori del co-creatore di Father Ted, Graham Linehan, quando quest’ultimo si è trovato ad affrontare le accuse di molestie e lesioni nell’ambito del processo seguito a un alterco con un giovane attivista transgender.
Linehan era stato rilasciato su cauzione prima del processo, il che gli aveva permesso di recarsi negli Stati Uniti. Al suo ritorno a Heathrow, però, è stato arrestato da cinque poliziotti armati a causa di tre tweet che aveva postato in aprile. Questa sua disavventura fa parte di un’altra storia molto più ampia.
Il genio di “Father Ted”
Arthur Mathews e Graham Linehan lavoravano insieme a The Fast Show quando il produttore Geoffrey Perkins decise di far sua una loro idea su un gruppo di preti confinati in una remota isola irlandese, e gli propose di riscriverla in forma di sitcom in sei puntate. È stata una serie brillante, molto amata e significativa per quel momento storico.
Conor Fitzgerald ha scritto che Father Ted, pur essendo molto amata in tutta la Gran Bretagna, per l’Irlanda è più come «la sitcom nazionale, uno show di intrattenimento leggero che però ha qualcosa di significativo da dire su di noi». Inoltre venne trasmessa in un momento cruciale della storia.
Ancora Fitzgerald:
«Father Ted non solo è stata una delle poche rappresentazioni televisive riuscite dell’Irlanda, ma è stata realizzata proprio negli anni Novanta, i nostri Swinging Sixties, il decennio dei cambiamenti per l’Irlanda. Il crollo repentino della Chiesa e l’emersione di una radicata corruzione politica coincisero con l’alba dell’epoca della Tigre Celtica, contribuendo a infondere nella periferica Irlanda un senso di modernità consapevole. La nazione si trovava in un punto di svolta unico, in cui il nostro passato ottocentesco sembrava coesistere con il nostro futuro nel ventunesimo secolo. Proprio perché rifletteva questi sconvolgimenti, Father Ted divenne non solo una documentazione storico-sociale, ma un presagio di dove si trova oggi l’Irlanda».
«Quando Ted andò in onda, la Chiesa era ancora formalmente uno dei pilastri centrali della vita irlandese, ma la sua autorità era stata di fatto svuotata. I sacerdoti si sentivano spesso come amministratori di un paese ormai svanito. E nella remota Craggy, Ted, Dougal e Jack rispecchiano tutto questo in maniera diretta. Tutte le buone sitcom portano in scena personaggi intrappolati, ma Ted lo è doppiamente: primo, perché è sulla sua isola, e poi perché fa parte di un’istituzione che la gente comincia a ritenere irrilevante. È ancora un membro essenziale della comunità, più di un semplice funzionario di cerimonia per matrimoni e funerali. Ma non è più chiaro che cosa sia la cosa essenziale che fa, oltre a essere per tanti un punto di riferimento che merita un rispetto simbolico».
«Ted e Ted si collocano dunque a un bivio e colgono il cambiamento sociale più radicale in atto in Irlanda all’epoca: il crollo generale del rispetto verso le gerarchie tradizionali».

Quando Linehan era un guru per la sinistra
La Chiesa aveva perso il potere di controllare i suoi tabù, senza il quale era divenuta un facile bersaglio per la satira. L’episodio su The Passion of Saint Tibulus è ispirato alla protesta contro Brian di Nazareth dei Monty Python, rimasto effettivamente vietato in Irlanda fino al 1987. Da ragazzo, Linehan dovette iscriversi a un cineclub per poterlo vedere, ma quel tipo di censura stava scomparendo ovunque.
Father Ted era un’opera geniale e anche affascinante, e il trattamento che riservava alla religione era tutt’altro che feroce. Più che un attacco al vetriolo all’autorità della Chiesa, Father Ted era una delicata presa in giro dell’assurdità del vecchio ordine. Era innocente, e molti anni dopo Linehan disse che gli sarebbe stato molto più difficile scrivere Father Ted alla luce dello scandalo degli abusi.
Era al vertice della professione e anche della sua autorevolezza, in qualità di membro onorario della National Secular Society. Nell’ottobre 2015, collaborò con Amnesty International per chiedere all’Irlanda di abrogare il divieto di aborto previsto nella Costituzione.
Se qualcuno gli faceva notare quanti pochi conservatori ci fossero nel mondo degli autori tv, Linehan rispondeva che «gli scrittori tendono a sinistra perché tendono ad avere compassione».
I tweet sui trans e la caduta
Nel 2018, mentre si riprendeva da un cancro ai testicoli, intervenne su Twitter sulla questione transgender e, come racconta il Times, «qualcuno immediatamente rispose che sarebbe stato meglio se il cancro avesse avuto la meglio». Nel giro di pochi mesi, riuscì a diventare il nemico della Gran Bretagna progressista e non trovava più lavoro.
La conversione sulla via di Damasco di Linehan a riguardo della questione trans sembra essere avvenuta nel 2013, quando un episodio di The It Crowd fu denunciato pubblicamente per avere, secondo le accuse, banalizzato la violenza contro le donne transgender. Andò a finire che nel 2020 Channel 4 rimosse tutto intero l’episodio dalla piattaforma streaming.
L’idea che una commedia venisse censurata ovviamente fece infuriare chi era cresciuto nell’epoca di transizione in cui la libertà di espressione era diventata la norma, ma nel nuovo ordine era tornata la censura. La cosa più sorprendente era che molti comici professionisti la appoggiavano.
Per Linehan personalmente questa rivoluzione culturale è stata disastrosa. Pare che abbia rotto con quasi tutti nel settore; la disputa lo ha mandato in rovina finanziariamente e gli è costata il matrimonio. Da cinque anni prende farmaci contro l’ansia e ha dichiarato di avere contemplato l’idea del suicidio.
Anche il progetto del musical Father Ted è saltato, perché ha litigato con la Hat Trick Productions sulla questione transgender. I produttori volevano prendere le distanze dalle sue opinioni o evitare l’argomento; a Linehan sarebbero state offerte 200 mila sterline per tirarsi indietro, ma lui ha rifiutato. Ha avuto difficoltà a trovare lavoro in Gran Bretagna e l’ultima volta che è stato ingaggiato per partecipare all’Edinburgh Fringe gli è stato vietato di esibirsi. Le sue opinioni, hanno dichiarato, «non erano in linea con i nostri valori di fondo».
È tornato il reato di blasfemia
Eppure Linehan è ancora chiaramente di sinistra. È uno che parla in modo diretto, a dir poco, e il suo stile abrasivo e battagliero non lo aiuta molto. Ha avuto anche un gran coraggio.
Il mondo dell’arte in genere ama le pose da ribelle, ma per la verità adora ribellarsi contro il vecchio ordine, mentre ha il terrore di indispettire i nuovi poteri morali costituiti. Come accade in molte rivoluzioni, il vecchio ordine era per molti versi più benevolo di quello nuovo.
Ben prima che le nostre vecchie leggi contro la blasfemia fossero abolite nel 2008, l’ultima volta che qualcuno è finito in galera per avere insultato il cristianesimo nel Regno Unito è stato nel 1921, oggi invece la gente viene regolarmente incarcerata o arrestata per aver scritto cose offensive. In Irlanda, l’ultimo processo per blasfemia risale ancora più indietro nel tempo, al 1855; e anche se la Costituzione del 1937 riconosceva la blasfemia come reato, la formulazione era troppo vaga per poter essere applicata. Certo, per colpa della sua satira esplicita nei confronti della religione, Dave Allen non riusciva a trovare lavoro nella televisione irlandese, ma non hanno mai mandato agenti armati ad arrestarlo all’aeroporto di Dublino.
Nel caso di The Passion of Saint Tibulus, l’ostinazione del vescovo Brennan nel costringere i sacerdoti a protestare contro il film sortisce l’effetto opposto a quello auspicato, finendo per rendere il film ancora più popolare. Forse l’arresto del più importante autore comico del paese produrrà lo stesso risultato, rendendo evidente il problema della libertà di espressione in Gran Bretagna. Abbasso questo genere di cose.
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