Libia. Università pubblica cede agli islamisti: ora un muro separa il campus maschile da quello femminile

L’ateneo Omar Mukhtar chiede protezione a una brigata ribelle, che in cambio ottiene l’applicazione di un rigido codice islamico. Siamo a Derna, città che sta per diventare un califfato

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libia-muro-derna-universita1Un’università di Derna, città della Libia orientale (Cirenaica), ha costruito un muro per separare il campus femminile da quello maschile e segregare così gli studenti in base al sesso. Inoltre, ha approvato un nuovo rigidissimo codice di vestiario per le iscritte: in pubblico dovranno vestire obbligatoriamente l’abaya, lungo abito che copre il corpo interamente, e l’hijab sul capo.

MURO IN CAMBIO DI PROTEZIONE. Il campus Al Fatiah dell’università Omar Mukhtar ha apportato queste novità su ordine della brigata islamista Abu Saleem. L’amministrazione dell’università ha infatti chiesto ai ribelli che hanno combattuto contro Gheddafi durante la cosiddetta “Primavera araba” di difendere l’istituto dopo che a inizio mese «vandali sconosciuti» hanno quasi distrutto tre laboratori di medicina.
La brigata ha accettato di difendere l’università in cambio dell’applicazione da parte di questa di un rigido codice islamico al suo interno. Le stesse richieste sono state accolte per il campus Shaih nel centro della città.

libia-muro-derna-universita2CALIFFATO ISLAMICO. Le richieste dell’università non fanno che evidenziare come l’autorità statale in Libia semplicemente non esista. Dopo l’uccisione di Gheddafi le istituzioni sono scomparse, esercito e polizia sono troppo deboli e quasi tutte le città sono governate de facto da milizie di ribelli.
A Derna, in particolare, comanda il gruppo terroristico Ansar Al Sharia, che ha annunciato di voler trasformare la città in un califfato islamico. Tripoli ha più volte annunciato l’invio di soldati a Derna ma non ha mai potuto mantenere le promesse.

STATO IMPOTENTE. Il governo, infatti, è debolissimo e non può garantire la sicurezza neanche nella capitale Tripoli, come dimostrato dai fatti avvenuti l’altroieri, martedì 29 aprile: proprio mentre il Parlamento stava votando la nomina del nuovo primo ministro, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione sparando all’impazzata e ferendo diverse persone. La votazione è stata rinviata, mentre gli islamisti armati hanno confermato il loro strapotere sul campo.

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