Gli Stati Uniti volevano esportare la democrazia con le armi, ma vent’anni di guerra si sono conclusi con un rovinoso ritiro che ha riconsegnato il paese ai talebani. E mostrato al mondo le fragilità dell’impero americano. Parlano Manza e Pontecorvo
Un talebano celebra il quinto anniversario della presa del potere in Afghanistan (Foto Ansa)
«C’era una donna che è rimasta alla mia sinistra una notte intera supplicandomi di lasciarla passare. Diceva: “La prego signore, non ho marito. I talebani mi guardano, ho già un mirino sulla schiena. Se non mi fa entrare, mi uccideranno”. Mi ha implorato per otto o nove ore e io non ho potuto farla entrare. Non l’ho mai più rivista». Edward Gonzales trattiene a stento le lacrime: negli ultimi cinque anni ha pensato a lungo a quella donna. Il sergente d’artiglieria dei Marines, oggi in pensione, era di guardia all’Abbey Gate dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai, nell’agosto 2021, durante le ultime fasi del ritiro americano e della Nato dall’Afghanistan, a conclusione di una guerra durata vent’anni, la più lunga nella storia degli Stati Uniti.
I talebani avevano già fatto il loro ingresso trionfale a Kabul, approfittando della dissoluzione del governo e dell’esercito afghani, che secondo i piani americani avrebbero dovuto mantenere il controllo del paese dopo la partenza della coa...
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