Libia, 11 settembre: «Dove dobbiamo far esplodere la bomba?». Terroristi fanno votare Facebook

È il post pubblicato dagli estremisti di “Emirato islamico di Libia”. Nell’anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle una bomba è davvero esplosa davanti a un edificio del ministero degli Esteri

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«Con l’avvicinarsi del giorno dell’orrore per gli infedeli e gli apostati, l’11 settembre, faremo un bombardamento. Dove vorreste che lanciassimo questo missile?». È il messaggio che il gruppo estremista “Emirato islamico di Libia” ha pubblicato su Facebook poco prima dell’11 settembre. Il post era accompagnato dall’immagine di un missile.

TRE OBIETTIVI. Il gruppo, riporta il Guardian, ha chiesto al social network di votare tra tre possibili obiettivi: il Congresso libico, le ambasciate e la sede delle forze speciali governative “Thunderbolt”. Tra le ambasciate, era stato spiegato in un precedente messaggio, c’era anche quella americana, già colpita l’11 settembre dell’anno scorso da un altro gruppo estremista, che ha causato la morte dell’ambasciatore Chris Stevens.

BOMBA A BENGASI. Nell’anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, la Libia ha poi realmente subito un attentato: una bomba è stata fatta esplodere davanti a un edificio del ministero degli Esteri libico a Bengasi. L’edificio veniva usato dal consolato americano durante il regno del re Idris, 50 anni fa.

CRISI PETROLIFERA. Dopo l’attentato il leader del partito Giustizia e costruzione, affiliato ai Fratelli Musulmani, ha chiesto le dimissioni del primo ministro Ali Zaidan. La Libia soffre da ormai un mese il blocco quasi totale dei porti, che ha causato un crollo drastico delle esportazioni di petrolio, ora ridotte a un decimo. A Tripoli le scorte scarseggiano e l’accesso all’elettricità, insieme all’acqua, subisce costanti interruzioni.

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