Legge sull’omofobia: «Aggravanti peggiorative, prevista la rieducazione obbligatoria nelle associazioni gay»

Il senatore Giovanardi: «Il nuovo centro destra si opporrà». Il deputato, Ncd, Roccella: «L’unica via di uscita è abbandonare definitivamente la legge»

«La relatrice Capacchione del Pd sul ddl sull’omofobia ha dato oggi parere favorevole a emendamenti, che se possibile, peggiorano la proposta di legge liberticida ed eterofoba che porta il nome di Scalfarotto». Lo scrive sul suo sito il senatore di Ncd Carlo Giovanardi, che sottolinea come «oltre al carcere previsto per legge per chi sostiene idee che le associazioni gay ritengono discriminatorie nei confronti dei portatori di “orientamento sessuale” e “identità di genere” fanno capolino anche come protette dalla legge penale le persone che sono, oppure vengono identificate, ovvero percepite, come omosessuali o transessuali».
Come ciliegina sulla torta, osserva Giovanardi «viene reintrodotta la rieducazione obbligatoria presso le associazioni gay di chi si ostina per esempio ad essere pubblicamente contrario al matrimonio o all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. È evidente che il Nuovo Centrodestra si opporrà strenuamente a questo tentativo di stracciare gli articoli della Costituzione che garantiscono la parità dei cittadini davanti alla legge e la libertà e la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinione».

ROCCELLA: LEGGE CHE NON PIACE A NESSUNO. Anche il deputato Ncd Eugenia Roccella è intervenuta sul tema, pubblicando sulla propria pagina Facebook una nota in cui scrive: «Apprendiamo con grande preoccupazione che in commissione Giustizia al Senato la senatrice Capacchione del Pd, relatrice del provvedimento contro l’omofobia, ha espresso parere positivo su numerosi emendamenti che peggiorano ulteriormente il testo già pessimo approvato alla Camera. Un testo che non è amato da nessuno e che scontenta tutti: da una parte le associazioni e gli attivisti Lgbt che lo ritengono poco efficace, dall’altra tutti coloro che, al contrario, vedono in questo disegno di legge la creazione di nuove discriminazioni e pesanti rischi per la libertà di espressione e di associazione dei cittadini. L’unica via di uscita possibile è abbandonare definitivamente la legge Mancino per tornare alla proposta di un’aggravante specifica per i reati contro la persona agganciata all’articolo 61 del codice penale. La sinistra esca dall’arroccamento ideologico e dalla volontà di provocazione. Chi vuole spaccare la maggioranza che sostiene questo governo lo dica esplicitamente, senza imporre al paese leggi liberticide che umiliano la famiglia così come disegnata dai nostri padri costituenti».