Nigeria. Oggi scade l’ultimatum: i jihadisti potrebbero uccidere Leah Sharibu

Nelle mani dell’Iswa, fazione uscita da Boko Haram e legata allo Stato islamico, ci sono la 15enne cristiana e altre due donne. I terroristi hanno confermato alla Croce rossa l’intenzione di ucciderle

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Oggi la 15enne cristiana Leah Sharibu potrebbe essere uccisa in Nigeria dai suoi rapitori, i jihadisti dello Stato islamico della provincia dell’Africa occidentale (Iswa o Iswap). Oltre a lei, potrebbero essere assassinate anche Hauwa Mohammed Liman e Alice Loksha, sequestrate a marzo mentre lavoravano nella città di Rann insieme al Comitato della Croce rossa internazionale (Icrc).

«MANCANO 24 ORE»

Come dichiarato ieri in un comunicato dall’Icrc, ripreso da Reuters, «è fondamentale essere rapidi. Mancano solo 24 ore alla scadenza della deadline», oltre la quale gli ostaggi potrebbero essere uccisi. La Croce rossa non ha fornito ulteriori dettagli sulle richieste dei terroristi islamici né ha spiegato se siano in atto delle trattative con il governo federale della Nigeria.

BOKO HARAM E STATO ISLAMICO

L’Iswa è una fazione islamista che si è staccata da Boko Haram nel 2016. Nell’ultimo anno ha compiuto attacchi contro diverse caserme dell’esercito nigeriano, acquisendo sempre più potere, nel tentativo di fondare un califfato. Il suo leader è Abu Mus’ab al-Barnawi.

IL RAPIMENTO

La scorsa settimana il padre della giovane Leah Sharibu, Nathan, aveva dichiarato alla Cnn che i terroristi avevano giurato di ucciderla entro fine mese se le loro richieste non fossero state esaudite. La cristiana è stata rapita a Dapchi il 19 febbraio insieme ad altre 110 ragazze. Il 21 marzo, 105 di loro sono state liberate, mentre cinque sono morte nelle mani dei jihadisti. Solo Leah è ancora nelle mani degli islamisti.

L’INERZIA DEL GOVERNO

«Noi insistiamo, salvate e rilasciate queste donne: sono un’ostetrica, un’infermiera e una studentessa. Non sono parte in causa nei combattimenti», continua il comunicato di Icrc rivolgendosi al governo. Il presidente Muhammadu Buhari ha promesso di liberare le donne, ma secondo le famiglie delle rapite non sta facendo abbastanza. Solo la scorsa settimana una delegazione governativa ha incontrato i genitori della cristiana e degli altri due ostaggi.

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