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Le vite parallele di George A. Keyworth II e Bridget Allchin

settembre 15, 2017 Sandro Fusina

Bombe all’idrogeno, scudi spaziali e reperti preistorici

bridget-allchin

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – George A. Keyworth II nacque in una famiglia agiata di Boston l’11 (o il 30, secondo un’altra fonte) novembre 1939. Studiò a Yale e nel 1968 si addottorò in fisica alla Duke University di Durham, nel North Carolina. Entrò a Los Alamos dove era nata la bomba atomica. Lì fu invitato a recuperare i rapporti con Edward Teller, ai tempi della bomba fautore della più potente versione all’idrogeno, avversata da Oppenheimer. Ne divenne amico, lo accolse in casa sua con la moglie, gli organizzò concerti con valenti musicisti.

 Teller lo raccomandò al nuovo presidente, Ronald Reagan, che lo nominò suo consigliere scientifico. In quella veste, Keyworth si adoperò per avallare dal punto di vista scientifico ed economico il controverso progetto dello scudo spaziale. Conclusa l’esperienza politica, passò all’industria. Era membro del cda della Hewlett-Packard quando dovette dimettersi a causa di informazioni non divulgabili passate alla stampa. È morto mercoledì 23 agosto.

Bridget Allchin nacque a Oxford il 10 febbraio 1927. Il padre era maggiore dell’Indian Medical Service. Adolescente, Bridget dovette occuparsi dell’amministrazione della grande tenuta di famiglia, compresi i salariati, gli sfollati e i paracadutisti tedeschi prigionieri. Trovò il tempo per leggere, soprattutto di preistoria. Si iscrisse al college, ma minorenne dovette seguire il padre, avverso alla politica laburista di Clement Attlee e deciso a ricominciare nel Sudafrica dell’apartheid. A Cape Town Bridget si dedicò invece alla cultura dei Basotho.

Maggiorenne, tornò a Londra: studiava archeologia quando nel 1951 sposò Raymond Allchin, titolare di borsa di studio per il Deccan. La coppia diventò famosa. Al confine tra l’India e il Pakistan dimostrò che il deserto del Thar non era sempre stato tale, ma nella preistoria era abitato da gruppi di cacciatori-raccoglitori in grado di adattarsi ai mutamenti, naturali o antropici che fossero. Lo studio di reperti di una vecchia campagna (1935) e il rinvenimento di un ciottolo di quarzite scheggiato le permisero di retrodatare di decine di migliaia di anni la presenza dell’homo erectus in Asia. Nel 1978 divenne direttrice di Afghan Studies: quando la guerra la portò a sud, la rivista cambiò nome e allargò gli scopi all’Asia meridionale. È morta martedì 27 giugno.

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