Le vite di Dare e Abaaoud, che hanno lasciato l’Occidente per combattere con l’Isis in Siria

Khadijah Dare, la 22enne che desidera decapitare un «terrorista britannico o americano» e Younes Abaaoud, il 13enne fotografato mentre imbraccia un’arma

Khadijah DareSecondo le stime dell’intelligence americana sarebbero 2000 gli europei partiti per ingrossare le fila dei jihadisti siriani, di cui circa 400 sono inglesi e 250 belgi. Sono i militanti islamisti cresciuti in occidente, oggi votati alla causa del Califfato.
Fra questi c’è Khadijah Dare (uno pseudonimo), la 22enne nata nel quartiere londinese di Lewisham, che alla notizia della decapitazione del giornalista americano, James Foley, ha scritto sul suo account twitter che desiderava essere la prima donna a decapitare un «terrorista britannico o americano», chiedendo alla rete di inviarle tutti i video dell’esecuzione. Insieme alla sua storia è emersa sui quotidiani inglesi anche la vicenda del giovane belga, Younes Abaaoud, di 13 anni, «partito per essere addestrato alla guerra dai miliziani dell’Isis in Siria».

«ERA DOLCE E CARINA». Il belga Abaaoud è diventato noto per essere il più piccolo combattente dell’Isis, emigrato per raggiungere il fratello 27enne, Abdelhamid, già in Siria. I due sarebbero i figli di un negoziante di nome Omar, immigrato in Europa 40 anni fa. Del piccolo sono comparse in rete alcune immagini in cui imbracciava diverse armi da guerra.
Della giovane Dare, invece, si presumo oggi essere in Siria e si sa ciò che un suo conoscente ha spiegato al giornale londinese Evening Standard, raccontando di una ragazza non musulmana «molto affettuosa e dolce», che «era un po’ un maschiaccio, ma a volte in occasione dei matrimoni la vedevo indossare jeans stretti e zeppe. Aveva anche l’apparecchio e le fossette ed era molto carina». Quando era piccola amava guardare il calcio, mangiare cibo cinese o quello cucinato in casa dalla madre. Al college la ragazza aveva seguito corsi nell’ambito della comunicazione, della regia, della psicologia e della sociologia. Ma poi, all’età di 18 anni, dopo averli conosciuti probabilmente in rete, aveva cominciato a frequentare i membri del Lewisham Islamic centre, legato al leader radicale Abu Hamza e guidato dai responsabili dell’omicidio del soldato Lee Rigby. L’anno scorso Dare, intervistata da Channel 4, raccontò di quando cominciò a portare il burqa provocando la reazione di alcuni concittadini che le dicevano di tornare nel suo paese: «Sono nata dietro l’angolo», rispondeva loro la ragazza. Dopodiché si fidanzò con Abu Bark, musulmano jihadista svedese legato all’Isis, e nel 2012 partì per la Siria dove sposò il combattente.

«NON SIATE EGOISTI». Dare divenne nota dopo la pubblicazione della foto postata su twitter che ritraeva suo figlio Isa con un fucile Ak-47 fra le mani e di alcune immagini di cadaveri di uomini uccisi dai terroristi islamici con cui incitava i musulmani in Occidente a emigrare in Siria e a «smettere di essere egoisti… e focalizzarvi sulle vostre famiglie o sugli studi». Il suo ultimo post dopo la decapitazione di Foley recita così: «Il Regno Unito deve tremare».

@frigeriobenedet