Last week,next week 13

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ritratto di Gabriele Albertini Il sindaco di Milano Gabriele Albertini rappresenta in modo chiaro alcune delle virtù migliori e alcuni dei difetti più classici della borghesia milanese. La sua virtù sta nella sua tenacia lombarda, nello “stare sul pezzo” finché è pronto, nella lealtà, nella capacità di seguire i particolari: cosa spesso molto più difficile dell’avere grandi visioni. I frutti di queste “virtù” i milanesi se li stanno godendo alla grande tra gli starnazzi inconcludenti dei commentatori che non riescono a cogliere i risultati e non capiscono la popolarità di Albertini. Il suo difetto consiste nella tipica paura (e fastidio) della borghesia lombarda ad avere a che fare con il “pubblico” visto come il regno dell’intrigo e dell’inefficienza. Costretto dalla sua coscienza (e dalle preghiere di tanti del centrodestra) a fare il sindaco, lo fa con tanto timore, sempre sulla difensiva, con diffidenza e non trasforma le sue realizzazioni in un programma pienamente dispiegato. Ma forse imparerà.

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