Last week, next week 11

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ritratto di Antonio D’Amato Dicono che il nuovo presidente di Confindustria Antonio D’Amato sia un po’ spaventato dalla sua vittoria. Si comprende bene la sua preoccupazione. L’establishment italiano è capace di velenosi colpi di coda come hanno sperimentato diversi protagonisti della vita pubblica del nostro paese. Il giovane industriale napoletano ha già fatto un miracolo ad essere eletto, e subito si deve preparare a farne un altro: dare rappresentanza dinamica a un ceto imprenditoriale abituato ad avere a che fare con una sonnacchiosa organizzazione tutta intricata in giochi non sempre chiari con governo e sindacati. D’Amato ha qualche punto di forza. Guida un’impresa sana che fa un bel fatturato (e all’estero): una garanzia di libertà. E con lui sono schierati (senza troppi condizionamenti) parti vitali del sistema industriale nazionale. Ma lo sforzo per modernizzare le relazioni industriali italiane, per rendere flessibile e liberalizzato il mercato, è veramente enorme.

ritratto di Nuccio Fava Nuccio Fava ha cominciato la sua carriera pubblica nei parlamentini universitari del pre-sessantotto. Una bella palestra che ha prodotto combattenti di vaglia come Marco Pannella o Bettino Craxi. Lui è stato il democristiano della piena intesa con i comunisti, allora Claudio Petruccioli e Achille Occhetto, che affossò l’ultima vera riforma dell’Università: la riforma Gui. Poi, alla politica diretta, ha preferito il giornalismo televisivo, diventando una delle figure centrali del potere della sinistra Dc in Rai fino ad arrivare alla “carica delle cariche”, la direzione del Tg1. La caduta dello scudocrociato ha significato per Fava l’inizio del declino. E così alla fine anche lui si butta in politica. I popolari, eredi di una parte della storia della grande Dc, ormai quando devono puntare su una figura conosciuta che passi alle censure occhiute dei Ds, loro soci di maggioranza, non riescono a trovare che ex-giornalisti del Tg1: così in Lazio per Piero Badaloni, così in Calabria con Fava. Sono diventati il Ppg1.

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