«La Rai chiude il 2011 in attivo, non succedeva da cinque anni. Commissariarla è un reato»

Intervista a Maurizio Gasparri sulla Rai e le voci di commissariamento che sono uscite dall’incontro tra il premier Monti e i segretari Alfano, Bersani, Casini: «Un commissariamento sarebbe incostituzionale, oltre che sbagliato. Non è previsto da nessuna normativa, e io penso che sia improponibile. Lorenza Lei è un ottimo direttore generale».

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Il governo tecnico prova a metter mano anche al servizio pubblico. Si tratterebbe di una sorta di commissariamento di fatto, in grado di sganciare la gestione della Rai dalle logiche politiche, almeno sul breve periodo. Al direttore generale verrebbero affidati ampi poteri e deleghe. Un’ipotesi lasciata trapelare da «fonti parlamentari e di governo» al termine del vertice di giovedì scorso tra il premier Mario Monti e i segretari Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Ferdinando Casini. Molti i dubbi espressi dal Pdl, più che favorevole il Pd: «Si faccia una nuova governance, più adatta, nel frattempo un breve commissariamento» ha detto Bersani. Tempi.it ha chiesto un parere al senatore Maurizio Gasparri, autore nel 2004 della terza riforma generale del sistema televisivo, dopo la legge Mimmì e Maccanico.

Onorevole, alla Rai serve un commissario risanatore?
Assolutamente no, perché il bilancio della Rai è in attivo, quindi un commissariamento sarebbe incostituzionale, oltre che sbagliato. Non è previsto da nessuna normativa, e io penso che sia improponibile. Si tratterebbe di un reato, perseguibile nelle sedi giudiziarie. Inoltre non vi sono i tempi per cambiare la legge, dal momento che ormai siamo in scadenza del Cda.

Cosa risponde a Pippo Baudo, che ha definito la sua legge «uno schifo»? 
Baudo è un conduttore finito. Per farsi citare deve solo insultare il prossimo. È un peccato che ci sia chi, a settantacinque anni, abbia ancora la smania di comparire in video. Ritirarsi, spesso e volentieri, è cosa buona e giusta. A molti fa schifo Baudo, e in televisione non lo guardano.

Cosa vede nell’immediato futuro dell’azienda di viale Mazzini?
Il centrosinistra deve mettersi l’anima in pace: i vertici della Rai saranno rinnovati applicando la legge vigente. E il Parlamento farà le sue scelte, senza farsele dettare da nessuno. Il resto è semplice corsa alle poltrone. Del resto, ricordo che la cosiddetta “era dei professori” del 1993, si rivelò un tentativo fallimentare. Fu un disastro. Nessuno sente il bisogno di un ritorno dei soliti tecnocrati.

Tra i possibili candidati si fa il nome di Piero Angela, Enrico Bondi, il manager già liquidatore della Parmalat dopo il fallimento, e Rocco Sabelli, ex ad di Alitalia. Quale le sembra il migliore? 
Lorenza Lei, che ha dimostrato di essere un ottimo direttore generale. Il bilancio 2011 chiuderà in utile. Non capitava da cinque anni.

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