La “Primavera araba” costerà ai paesi coinvolti 800 miliardi di dollari, per la gioia dell’Arabia Saudita

Il Pil di Egitto, Tunisia, Libia, Siria, Giordania, Libano e Bahrain sarà del 35% più basso rispetto a quello che avrebbero registrato senza le rivolte

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Ottocento miliardi di dollari. Tanto costerà la cosiddetta “Primavera araba” ai paesi coinvolti entro la fine del 2014, secondo uno studio realizzato dal gigante bancario Hsbc.

IL PIL CROLLA. Come rivela l’analisi, il Pil di Egitto, Tunisia, Libia, Siria, Giordania, Libano e Bahrain sarà del 35 per cento più basso rispetto a quello che avrebbero registrato senza le rivolte. La crescita in Medio Oriente e Nord Africa, inoltre, che nel 2011 si attestava al 4,9 per cento, scenderà quest’anno al 4 per cento.

A VANTAGGIO DEI SAUDITI. Le economia del Golfo, invece, continuano ad andare a gonfie vele: segno che all’Arabia Saudita appoggiare e finanziare gruppi ribelli come l’Esercito dell’islam in Siria conviene. I sauditi, inoltre, hanno sostituito gli Stati Uniti nel ruolo di principale finanziatore dell’Egitto, tanto che il primo viaggio all’estero del presidente ad interim Adly Mansour sarà proprio a Riyad.

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