La nostra tripletta per le Europee

Il 26 si vota, su chi puntare? Tempi si espone e indica un po’ di nomi da segnare sulla scheda

Cari amici di Tempi, vi seguo online e sul mensile e vedo che, ultimamente, avete intensificato gli articoli che parlano di Europa. Utilissimi, a mio parere, per comprendere “cosa ci sia in ballo” in queste imminenti elezioni, sono stati gli interventi di Pierre Manent e l’intervista a Giulio Tremonti. A questo punto, però, vorrei chiedervi: visto che il 26 maggio si possono esprimere tre preferenze, voi quali nomi segnereste sulla scheda? Per favore, non fate come tutti gli altri giornali che hanno paura a esporsi e a “fare i nomi”. Voi, fateli! Con stima,
Raffaello Contini, via email

Caro Raffaello, in questi mesi, anche sulla scorta del manifesto “Sì all’Europa, per farla”, abbiamo tentato sia su carta sia online sia in dibattiti pubblici di spiegare cosa ci stia a cuore. Sono le questioni che ben conosci: il protagonismo della persona, delle comunità e dei corpi intermedi, la libertà di educazione e d’impresa, una politica che difenda la vita dal concepimento alla sua fine naturale, la famiglia, il rispetto dell’identità religiosa dei popoli che compongono l’Europa.

CRITERI PER IL VOTO

Non siamo europeisti sciocchi né euroentusiasti, ma non possiamo non riconoscere che oggi l’Europa è necessaria. Perché ha garantito settant’anni di pace, perché non si può pensare di competere sui mercati globali facendo affidamento solo sulle forze di uno Stato, perché crediamo che “l’Europa dei popoli”, così come era stata pensata da De Gasperi, Schuman e Adenauer, sia un ideale valido ancora oggi. Certo, non ci nascondiamo che quell’ideale sia ora assai annacquato e che molto ci sia da fare. “Sì all’Europa, per farla”, dunque, e farla davvero.

UNA TRIPLETTA PER IL NORD OVEST

Ma tu Raffaello, giustamente, chiedi: c’è qualcuno che incarni questi discorsi, su cui valga la pena di puntare? Sì, c’è. Nel collegio Nord Ovest si presentano tre persone che hanno fatto degli ideali che abbiamo indicato la loro bandiera. Sono: Massimiliano Salini, già eurodeputato e presidente della provincia di Cremona, che ha dimostrato in questi anni di aver lavorato con intelligenza all’Europarlamento (come ha riconosciuto anche un noto euroscettico come Giulio Sapelli); Mauro Parolini, già ottimo assessore in Regione Lombardia (e speriamo che porti un po’ di esperienza lombarda a Strasburgo); Claudia Toso, medico, personalità vivace e piena di entusiasmo (qualità che servono sempre, soprattutto in questi tempi da zombie). Su questa “tripletta”, come si dice, mettiamo la mano sul fuoco.

GLI ALTRI COLLEGI

Per quanto riguarda gli altri collegi, sappiamo che al Nord Est si presentano Mario Malossini e Valentina Castaldini che, come scritto da Esserci, «hanno dimostrato la sensibilità necessaria per sostenere e difendere il principio di sussidiarietà». Al centro si presenta Antonio Tajani, ultimo presidente dell’europarlamento, e al Sud e nelle Isole ci dicono abbiano buone possibilità Saverio Romano e Lorenzo Cesa.

PERCHÉ FI? PERCHÉ PPE?

Caro Raffaello, preveniamo la tua obiezione: ma perché Forza Italia, perché il Ppe? È un’obiezione ragionevole: molto di quel che accade in quel partito in Italia (penso all’ultima svolta animalista, santocielo) non ci piace. E sappiamo bene che il Ppe oggi non è sempre quel partito cristiano, liberale e riformista che proclama di essere. E tuttavia sia Forza Italia sia il Ppe sono, oggi, i partiti nei quali i contenuti sopra citati possono essere espressi e, se Dio vuole, pure portati avanti. Non è un caso, infatti, che le persone sopra citate siano candidate in quelle liste e non in altre. Alternative, allo stato attuale, non ce ne sono.