Dopo trent’anni si chiude la storia sul Caimano mafioso. E l’inchiesta del “Fatto” su Nicole Minetti finisce nel nulla. Certa sinistra non riesce a liberarsi della sua ossessione per lo spettro di Arcore
Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (foto Ansa)
Anche da morto, Silvio Berlusconi continua a occupare la scena. Il suo spettro aleggia ancora sulle pagine dei giornali e, soprattutto, nei pensieri di una certa sinistra che, al solo sentirne pronunciare il nome, reagisce come chi vede comparire sul palco il fantasma dell’opera.
Dopo trent’anni non è facile liberarsi di un’ossessione. Per decenni il Caimano, il Cavaliere Nero, Sua Emittenza è stato rappresentato come il motore immobile generatore di ogni sciagura nazionale, dalle crisi istituzionali agli acquazzoni estivi. Del resto, come spiegare che un imprenditore, un presidente del Milan e un personaggio tanto impresentabile abbia potuto tenere in scacco il potere consolidato ed egemone dei “buoni”?
Berlusconi e ancora Berlusconi, dunque. Proprio ieri è uscito il libro di Marco Galluzzo, cronista politico del Corriere della Sera, dal titolo Berlusconi Confidential. Perché re Silvio è stato la rovina di tanti suoi avversari, ma anche la loro fortuna: basti pensare alle copie vendut...
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