La ministra francese delle “famiglie”: «Quelli della Manif pour tous fanno le vittime»

Il ministro Dominique Bertinotti parla della futura legge della famiglia. Probabile l’estensione della fecondazione assistita alle coppie lesbiche

«Io non sono per la difesa della famiglia ma per la promozione delle famiglie». Sta tutto in questa battuta il riassunto del pensiero di Dominique Bertinotti (nella foto), ministro francese della Famiglia del governo socialista di Francois Hollande. «Oggi esistono altri modelli familiari creati dai nostri stessi concittadini».

MANIF POUR TOUS VITTIMISTA. In un’intervista al Le Figaro la ministra prosegue affermando che «il miglior modo di promuovere i nuovi modelli di famiglie è riconoscere loro un posto nella società. Questo è meglio che restare indietro, fermi su un modello [tradizionale] che non è più l’unico». E cosa dice alla Manif pour tous che tanto si è battuta per l’unicità dell’unione tra uomo e donna e per i diritti dei bambini a crescere con un padre e una madre? «La Manif è un’associazione come un’altra. A loro piace fare del vittimismo. Le loro ultime manifestazioni non mi sono sembrate molto repubblicane, io li invito al rispetto dei principi repubblicani dal momento che la legge [sul matrimonio e adozione gay] è stata votata democraticamente».

MATERNITÀ SURROGATA. Bertinotti ha appena nominati quattro gruppi di lavoro che mettano a punto una riforma della famiglia da presentare all’Assemblea nazionale a gennaio. I temi più caldi, oltre a quelli economici sui tagli al quoziente familiare, sono quelli dell’introduzione della fecondazione assistita per le coppie sposate di lesbiche e della maternità surrogata ad uso e consumo delle coppie sposate di omosessuali. «Hollande è stato molto chiaro sul tema della maternità surrogata: non vuole affrontarlo nel suo quinquennato».

FECONDAZIONE ASSISTITA. Per quanto riguarda la fecondazione assistita, il ministro prima rimanda il problema («abbiamo chiesto un parere alla Comitato consultivo nazionale etico, che si pronuncerà nella primavera del 2014), poi si dichiara a favore della sua approvazione: «Io penso che sia necessario inquadrare in modo giuridico delle situazioni che esistono già».