La Francia festeggia il proprio suicidio

Di Leone Grotti
13 Luglio 2026
L'ultimo 14 luglio di Macron precede di un giorno l'approvazione definitiva della legge sul fine vita. Houellebecq attacca: «La Francia chiede la propria eutanasia»
Manifestazione a Parigi contro l'approvazione della legge sull'eutanasia, che avverrà mercoledì all'Assemblea Nazionale. Una donna tiene un cartello dove si legge:
Manifestazione a Parigi contro l'approvazione della legge sull'eutanasia, che avverrà mercoledì all'Assemblea Nazionale. Una donna tiene un cartello dove si legge: "La legge tutela i deboli, non autorizza a ucciderli" (foto Ansa)

Tutto è pronto per la Festa nazionale, per la celebrazione della grandeur della Francia, per la rivisitazione degli antichi fasti e per l’anticipazione onirica di quelli futuri. Emmanuel Macron, ripudiato in ogni modo dai francesi come presidente e quindi impegnato come Donald Trump a “passare alla storia”, per il suo ultimo 14 luglio alla guida del paese ha apparecchiato uno spettacolo grandioso.

La parata militare di Macron

A partire dalle 10.30 del mattino, 6.686 soldati, 299 veicoli armati, 90 aerei, 32 elicotteri e 193 cavalli sfileranno lungo gli Champs-Élysées per la grande parata militare. Sergio Mattarella, come altri presidenti e capi di Stato europei, sarà presente per partecipare a quello che lo stesso Macron ha definito «il risveglio strategico dell’Europa».

Pompa e ambizione, anche se non corrispondono più alla realtà di un paese sfiduciato e in crisi, sono la cifra distintiva della Francia. Così come gli antichi valori di libertà, uguaglianza e fraternità che domani saranno richiamati e festeggiati insieme ad altri, secondo l’aggiornamento moderno della triade: “Diritti umani, sicurezza e clima”.

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«La Francia chiede la propria eutanasia»

C’è però qualcosa di oscuro, greve e angosciante che aleggia nel paese, qualcosa che neanche i fuochi d’artificio e l’artificiale gaiezza del ricordo della presa della Bastiglia possono nascondere: «Chiedendo per i suoi cittadini l’accesso all’eutanasia, è la propria eutanasia che la Francia sta chiedendo». Chiunque sporcasse il giorno di festa con un giudizio così negativo sarebbe subito trascinato a Place de la Concorde e ghigliottinato – almeno mediaticamente – «nel nome della fraternità». Ma a Michel Houellebecq tutto è permesso e le prese di posizione a favore della vita di uno scrittore così pessimista incuriosiscono ancora la società francese ed europea.

In un saggio pubblicato dal Figaro, l’autore di Sottomissione e Serotonina fa suonare l’ultimo campanello d’allarme prima che mercoledì, quando ancora la Francia starà smaltendo i postumi della festa nazionale, i deputati dell’Assemblea nazionale approvino in via definitiva la legge su eutanasia e suicidio assistito, chiamata diabolicamente da Macron: «Legge di fraternità».

Lo scrittore francese Michel Houellebecq si scaglia da anni contro l'eutanasia
Lo scrittore francese Michel Houellebecq si scaglia da anni contro l’eutanasia (foto Ansa)

La critica di Houellebecq

Lo scrittore ribadisce, come già fatto in passato, che la legge sull’eutanasia non è un passo avanti di civiltà, ma l’ultimo chiodo che sigilla la bara dell’Occidente e non solo: «È proprio l’intera modernità che si autodistrugge sotto i nostri occhi incapaci di comprendere», scrive. E aggiunge: «Non sono sicuro di aver voglia di appartenere a una società che legalizza l’eutanasia; difendere l’Occidente va bene, a patto che meriti di essere difeso».

Houellebecq condanna come «disgustosa» la visione «pragmatica» che hanno dell’uomo gli araldi dell’eutanasia, i quali considerano una vita degna di essere vissuta solo quando è “utile”. Spiega lo scrittore:

«Non siamo, è penoso a dirsi, forse più del tutto umani. Dopo una deviazione di diversi millenni, l’Occidente sembra proprio essere tornato a quell’antica saggezza animale che spinge, nella quasi totalità delle specie sociali, l’animale malato ad allontanarsi dalla tribù per morire da solo – ben sapendo di non aver alcuna compassione da aspettarsi dai suoi simili, e rischiando piuttosto di essere, come gli uccelli di Thomas Mann nella Montagna incantata, liquidato a colpi di becco».

Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha fortemente voluto l'approvazione dell'eutanasia
Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha fortemente voluto l’approvazione dell’eutanasia (foto Ansa)

Il macabro festino del governo francese

Non tutti in Francia comprendono le ragioni dell’angoscia che traspare dall’articolo di Houellebecq. Per Macron e il governo francese, l’approvazione della legge sull’eutanasia il 15 luglio non è altro che un prolungamento della festa.

Per questo il ministro incaricato di tenere i rapporti con il Parlamento, Laurent Panifous, ha addirittura organizzato per mercoledì alle 20 un ricevimento per festeggiare l’approvazione dell’eutanasia. Tra gli invitati ci sono non soltanto i dipendenti del suo ministero, ma anche tutti i membri della Convenzione cittadina sul fine vita, ai quali verrà pagato il trasporto al ministero e anche l’alloggio per la notte, in modo tale che «un più grande numero di persone possa partecipare a questo evento».

Il macabro festino, che i giornali francesi, chissà perché, definiscono «controverso», conferma la profondità delle parole di Houellebecq: «Non posso fare a meno di pensare che chiedendo per i suoi cittadini l’accesso all’eutanasia, sia la propria eutanasia che la Francia sta chiedendo. (…) Entriamo in un mondo in cui sarà più facile morire; avrei preferito un mondo in cui si potesse vivere».

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