La Corte Suprema inglese rifiuta di riconoscere il suicidio assistito come diritto ma impone al Parlamento di farlo

La sentenza è stata pronunciata nell’ambito del caso di Tony Nicklinson e precede di tre settimane la discussione in aula di una legge sulla legalizzazione del suicidio assistito

La Corte Suprema della Gran Bretagna ha spronato il Parlamento inglese ad approvare una legge sul suicidio assistito. I giudici, rifiutandosi di riconoscere il suicidio assistito come diritto umano, mettendo la parola fine al caso di Tony Nicklinson, hanno però invitato il legislatore a legalizzarlo a sole tre settimane dall’inizio della discussione in aula di una legge che va in questa direzione, criticata da chi teme che la norma metterà a repentaglio le vite più deboli e fragili.

TONY NICKLINSON. Tony Nicklinson (nella foto in alto con la moglie), ingegnere che viveva nella cittadina di Melksham e affetto dalla sindrome locked-in, aveva chiesto fin dal 2010 di essere ucciso dalla moglie o da un medico, liberandoli da ogni responsabilità. Il 16 agosto 2012 la Corte suprema inglese aveva respinto la sua richiesta, non potendo approvare un caso di eutanasia. Una settimana dopo, Nicklinson si era lasciato morire ma la famiglia, insieme a Paul Lamb, ha continuato a fare ricorso chiedendo la legalizzazione del suicidio assistito.

IL PARLAMENTO LEGIFERI. La Corte suprema, pur dando torto in via definitiva alla famiglia, ha invitato le camere a rivedere la norma che criminalizza chiunque cerchi di uccidere un’altra persona su richiesta, concludendo che il divieto è incompatibile con il diritto alla vita privata. Il presidente del tribunale, Lord Neuberg, ha dichiarato che occorre «permettere al Parlamento di rivedere la decisione», per paura che in futuro «si presentino altri casi» come quello di Nicklinson.

LA SACRALITÀ DELLA VITA NON CONTA. I giudici hanno anche aggiunto che la nuova eventuale legge dovrà valere per tutti. Non solo dunque per i malati terminali ma anche per chi ha ancora «molti anni da vivere» e si sente «senza valore, miserabile e spesso sofferente». Ha poi specificato che l’argomento secondo cui «la vita è sacra» è irricevibile.