“Kamikaze”. Cosa c’è su Tempi

Il numero di luglio vi racconta storie di uomini che si sono tuffati a capofitto in imprese “suicide”. Perché il fine della vita non è vivere, ma dare tutto (ma proprio tutto) per qualcosa di più grande dell’esistenza stessa

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Esistono i kamikaze: esistono uomini che nell’epoca del bungee jumping esistenziale, senza alcuna corda stretta in vita, senza alcuna garanzia se non la certezza di un ideale più grande di sé e dei propri errori, si sono buttati a capofitto in imprese che parevano disperate agli uomini di poca fede. È così che il bravo Guido Clericetti con i suoi inconfondibili personaggi dagli occhi a crocetta ha interpretato il nostro numero di luglio dedicato ai folli capaci di rischiare, uomini certi solo di un fatto: alla fin fine la vita o la si rischia o la si spreca. E come ci ha insegnato qualcuno  «è proprio così che bisogna fare».

COPERTINA. Seguite allora Pier Giacomo Ghirardini nell’impresa disperata di tanti giovani giapponesi che nel 1944 vollero solo fiorire «come ciliegi nel sol levante», e Davide Rondoni, tra le donne, l’arme e gli amori di Francesco Baracca, il primo asso del cielo italiano. Leggete cosa racconta Mauro Grimoldi dei dieci anni di missione sovrumana di San Francesco Saverio in Cina, e cosa accadde nei lager polacchi dove Giovannino Guareschi, raccontato da Caterina Giojelli, sognava un giorno distante milleduecento chilometri per rivedere i suoi figli. Per approdare poi al sorprendente festival di Castelsardo dove Giuseppe Pintus e amici hanno ribaltato la Sardegna, e scoprire cosa ha reso possibile le sette adozioni di Massimo Gandolfini (c’entra «il dito di Dio» e pure un pizzico di follia).
PRIMALINEA. “Euro. Se lo conosci lo eviti. Se ce l’hai ti uccide”. È questo il titolo del servizio di  Rodolfo Casadei dedicato alle ragioni degli scettici: se ne parlassero Claudio Borghi, Paolo Savona e Marine Le Pen forse non ci credereste. Ma se ve le facessimo ripetere da otto premi Nobel per l’economia?
L’INTERVISTA E LA SOCIETÀ. Da non perdere l’intervista di Leone Grotti ad Antonio Gozzi, il presidente di Federacciai che si racconta a tutto campo e bacchetta governo, Unione Europea e francesi. E l’articolo di Pietro Piccinini contro l’Australia, “Lo Stato laico che vuole farsi confessionale (letteralmente)”: quando un governo si insinua nel rapporto tra peccatori e Dio bisogna «preoccuparsi. Anzi resistere. Anche se si tratta di pedofili». Di immigrazione e sbarchi si occupa invece Fiammetta Sagliocca raccontando un incontro organizzato dal Mcl a Napoli che ha messo a fuoco “La terza via per accogliere e integrare”.
IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE. Pino Morandini affronta il tema dell’obiezione di coscienza ne “Il sacrario della persona”, dotta e puntuale spiegazione del perché nessun potere può arrogarsi il diritto di negare a un uomo di testimoniare una verità più grande e vincolante della richiesta della legge.
RUBRICHE. Troverete sempre i nostri rubrichisti: Amicone (menzione speciale questo mese per il suo “Reparto C, padiglione cancro. La versione di Pino l’agrigentino”), Berlicche, Cesana, Invernizzi, Farina, Mantovano, Trento, Corigliano, Clericetti, FortunatoCobianchi, Fred Perri e la sempre sorprendente Corradi.
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