Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ed Enrico Letta, segretario del Partito democratico (foto Ansa)
Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ed Enrico Letta, segretario del Partito democratico (foto Ansa)
Su Huffington Post Italia Gianfranco Rotondi scrive: «Il solo tentativo fu il “Popolo delle libertà”, nato dall’unione di An, Forza Italia e Dc, nel 2008, e non a caso subito balzato a percentuali elettorali da grande Dc. Ecco, era quello il momento in cui ci si doveva chiedere conto della nostra unificazione con la destra; e avremmo risposto che si trattava di un processo speculare alla contaminazione dei popolari con gli ex Ds nel Partito democratico. In quegli anni si giocò il tentativo di una ristrutturazione del sistema, con due partiti a vocazione maggioritaria a destra e a sinistra».
Rotondi coglie il nodo centrale degli avvenimenti dell’ultimo decennio: Silvio Berlusconi era riuscito con il Popolo della libertà a costruire un partito moderato-conservatore che avrebbe potuto dare stabilità alla politica italiana. Lavorando sui vari Casini, Fini e Alfano, Giorgio Napo...
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