«Intendo introdurre la causa di canonizzazione del servo di Dio Enzo Piccinini»

Ecco l’editto con cui l’arcivescovo di Modena Erio Castellucci informa la diocesi di voler procedere con il processo di beatificazione del medico emiliano dirigente di Cl

Enzo Piccinini con don Luigi Giussani

Lunedì scorso, 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo, monsignor Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena-Nonantola ha emanato un editto per informare ufficialmente la diocesi che intende «introdurre la causa di canonizzazione del servo di Dio Enzo Piccinini, fedele laico e padre di famiglia». Il passo segue di circa un mese la notizia del nulla osta al processo da parte del Vaticano, e rappresenta una conferma di quanto monsignor Castellucci si sia preso a cuore questa causa.

Pubblichiamo di seguito il testo dell’editto pubblicato nel sito dell’arcidiocesi di Modena e affisso alle porte del duomo della città. Alla figura e alla vita del servo di Dio Enzo Piccinini Tempi ha dedicato uno speciale nel maggio scorso, in occasione del ventesimo anniversario del suo “dies natalis”.

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Copertina del numero di maggio 2019 di Tempi

Accogliendo l’istanza della Dottoressa Francesca Amedea Consolini, Postulatrice legittimamente costituita, che in data 6 gennaio 2019 mi ha indirizzato il libello di domanda per introdurre la Causa per la Canonizzazione del Servo di Dio ENZO PICCININI (Scandiano, 5 giugno 1951 – Fidenza, 26 maggio 1999), dopo aver ottenuto: il consenso dell’Ecc.mo Vescovo di Fidenza per il trasferimento di foro in data 12 aprile 2018 (prot. n. 11 S.V./2018); l’unanime parere favorevole dalla Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna espresso il 13 gennaio 2020; il rescritto per il trasferimento del foro dalla Congregazione delle Cause dei Santi in data 18 maggio 2018 (prot. n. 3386-1/18) e il «nulla osta» della medesima Congregazione per l’introduzione della Causa in data 8 maggio 2020 (prot. n. 3386-2/20),

CON IL PRESENTE EDITTO

secondo l’Istruzione Sanctorum Mater (art. 43 § 1, 3), informo la Comunità diocesana che intendo

INTRODURRE LA CAUSA DI CANONIZZAZIONE
del Servo di Dio ENZO PICCININI, fedele laico e padre di famiglia.

Il Servo di Dio morì improvvisamente nella notte del 26 maggio 1999 in un incidente stradale sull’Autostrada A1, in prossimità di Fidenza.

Enzo Piccinini nacque a Scandiano (RE) il 5 giugno 1951. Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1971 si iscrisse alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Modena. Partecipò al movimento di Comunione e Liberazione, che muoveva in quegli anni i primi passi nelle università italiane. Nel 1972 iniziò un’intensa attività di animazione sociale nel suo quartiere con iniziative che videro la partecipazione convinta di moltissimi giovani.

Nel 1973 contrasse matrimonio, dal quale nacquero quattro figli. In questo periodo strinse un rapporto di amicizia con il Servo di Dio don Luigi Giussani, fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione, rapporto che andò consolidandosi nel tempo traducendosi in un costante e instancabile impegno del Servo di Dio nell’animazione e nella formazione degli aderenti al Movimento, non solo con l’esempio di vita ma anche con iniziative delle quali egli fu organizzatore e relatore.

Nel 1976 conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia e iniziò la specializzazione in Chirurgia generale e successivamente in Chirurgia vascolare.

Nel 1979, quando la sua figlia maggiore si iscrisse alle scuole elementari, maturò in lui la consapevolezza dell’importanza di una proposta educativa ispirata all’ideale cristiano e condivise con alcuni amici il progetto di istituire a Modena una scuola gestita direttamente da genitori e insegnanti. Il 2 maggio del 1979 questo scopo venne realizzato con la costituzione della Cooperativa sociale “La Carovana” e annessa scuola dall’infanzia fino alla secondaria di I grado. Di tale istituzione Enzo Piccinini fu punto di riferimento per ogni scelta importante. Nello stesso periodo, ancora con amici, diede vita ad un Centro culturale che nel 1979 assunse la denominazione “La Collina della Poesia”, le cui attività costituiscono tuttora un sicuro punto di riferimento per centinaia di giovani.

Nel 1980 il Servo di Dio iniziò a esercitare l’attività chirurgica e di docenza all’Università degli Studi di Bologna, nell’Ospedale universitario Sant’Orsola. Egli ritenne sempre di prioritaria importanza l’unità della sua attività clinica con quella di ricerca e di insegnamento, anche attraverso il confronto con i più qualificati Centri universitari internazionali, con i quali collaborò in numerosi progetti di ricerca; tra questi le Università di Harvard, di Chicago e la VI Università di Parigi.

La sua passione per un continuo miglioramento professionale ebbe sempre come obiettivo la cura della persona malata considerando, insieme alla malattia, ogni aspetto del bisogno umano; di questo fanno fede tante testimonianze di suoi pazienti.

La sua competenza e il suo insegnamento hanno conquistato i suoi giovani collaboratori, che lo hanno seguito negli anni apprendendo da lui una modalità di lavoro e di rapporto con il malato che ha segnato e ispira tuttora la loro attività.

Dopo l’improvvisa morte, la fama di santità del Servo di Dio è andata continuamente aumentando e mi è stata rivolta l’istanza di dare inizio alla Causa di Beatificazione e Canonizzazione.

Ho perciò accettato tale richiesta e nel portarne a conoscenza la Comunità ecclesiale,

INVITO tutti e singoli i fedeli a comunicarmi direttamente o a far pervenire alla Cancelleria della Curia Arcivescovile di Modena-Nonantola tutte le notizie dalle quali si possano dedurre elementi favorevoli o anche contrari alla Causa di Canonizzazione del Servo di Dio.

Dovendosi inoltre raccogliere a norma del diritto, tutti gli scritti a lui attribuiti,

ORDINO a quanti ne fossero in possesso di consegnare con sollecitudine alla medesima Curia qualsiasi scritto che abbia come autore il Servo di Dio qualora non sia stato già consegnato alla Postulazione della Causa. Ricordiamo che per «scritti» non si intendono soltanto testi pubblicati a stampa, ma anche manoscritti, diari, lettere e qualsiasi altra scrittura anche privata del Servo di Dio.

Coloro che volessero conservare gli originali, potranno presentarli insieme a una copia, che verrà acquisita dopo essere stata autenticata.

STABILISCO che il presente editto rimanga affisso per la durata di DUE MESI alle porte della Cattedrale di Modena, della Curia Arcivescovile di Modena-Nonantola e che venga pubblicato nel bollettino ufficiale, nel settimanale cattolico e nel sito web di questa Arcidiocesi.

Dato in Modena, dalla Residenza Arcivescovile, il 29 giugno 2020, solennità dei Ss. Pietro e Paolo apostoli.

Monsignor Erio Castellucci
Arcivescovo Abate

Don Miroslaw Denisiuk
Cancelliere Arcivescovile