Inghilterra, almeno 20 mila matrimoni poligamici. Vanno forte tra donne in carriera che non hanno tempo per la famiglia

Channel 4 racconta le storie delle inglesi che hanno sposato uomini musulmani e scelto la poligamia, vietata dalla legge ma benedetta dalle “corti della sharia”

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Non c’è da stupirsi se almeno 500 cittadini inglesi sono andati in Siria e Iraq per combattere con lo Stato islamico, quando sul suolo inglese si sono ormai instaurate alla luce del sole 85 corti della sharia che hanno dato la loro benedizione a 20 mila matrimoni poligamici.

POLIGAMIA DIFFUSA. Nonostante in Inghilterra sia vietata dalla legge, «perché la sharia non ha giurisdizione qui», e sia punibile con un massimo di sette anni di carcere, come ricordato dal portavoce del ministro della Giustizia al Telegraph, la realtà è che la poligamia (praticata dal 5 per cento dei musulmani globalmente) continua a diffondersi tra gli islamici inglesi, in ottemperanza al versetto del Corano che dice: «Puoi sposare 2 o 3 o 4 donne di tua scelta. Ma se ti rendi conto che non puoi essere giusto con loro allora sposane una sola, oppure sposa quelle che sono diventate tuo possesso».

inghilterra-poligamia-islam-donneDONNE IN CARRIERA. Un documentario che sarà trasmesso in Inghilterra tra pochi giorni da Channel 4 offre, almeno in parte, un’immagine diversa delle donne che entrano in una simile relazione. Ci sono ad esempio molte donne integrate e in carriera: una di queste «aveva un ottimo posto da responsabile all’interno del ministero degli Interni. Dopo aver divorziato ha detto: “Non ho più tempo di avere un tizio attorno tutto il tempo. Voglio vederlo al massimo un paio di volte a settimana, per cui per me è perfetto se lui ha un’altra moglie che si occupa delle faccende di casa”».

«FAMIGLIA ALLARGATA». Tra queste donne c’è anche Allegra Mostyn-Owen, ex moglie del sindaco di Londra Boris Johnson. «Mi sono resa conto che non potevo più concepire bambini – ha scritto in un articolo per l’Evening Standard – così mi sono accordata con uomo musulmano che se avesse scelto una buona partner, sarei stata felice di vivere in una famiglia allargata».
Queste persone, ovviamente, sono un’eccezione. La normalità è quella di Mohammed El Ghannay, di Sheffield: «Siamo in tre mogli, un marito e 11 bambini: siamo una famiglia». In Inghilterra Mohammed vive grazie ai sussidi statali e una delle sue mogli, con tre dei suoi figli, vive in Marocco dove lui si reca solo tre mesi all’anno quando racimola abbastanza soldi per il viaggio.

«UOMINI POLIGAMI DI NATURA». Anche Shaheen Qureshi vive grazie ai sussidi e ha otto figli. Con i matrimoni è stata sfortunata: prima si è separata da un cugino in Pakistan, poi da un musulmano di Bradford, che aveva un’altra moglie e che ha visto solo per sei mesi in 10 anni di matrimonio. Qureshi ha le idee chiare sulla poligamia: «Penso che molti uomini cerchino la poligamia per uscire dalla crisi di mezza età: il matrimonio islamico dà loro il diritto di fare sesso in modo legittimo». Gli uomini, secondo lei, «sono poligami di natura. Chiunque dica che sono monogami mente. Io non vorrei avere un uomo attorno sette giorni a settimana, se devo essere sincera». Ma il motivo per cui ha accettato una relazione poligamica è un altro: «Il mio compito è di fare di mio marito una persona migliore. Per questo, per la mia fede, riceverò un premio da Dio».