India: cristiano decapitato dal suocero perché si rifiutava di convertirsi all’induismo

Tapas Bin, cristiano di 35 anni, ha sposato tre anni fa Jentuly. Il padre della ragazza, di religione indù, ha fatto pressioni sul cristiano perché abbandonasse la fede cristiana. Davanti al suo rifiuto, l’ha decapitato

Un cristiano è stato decapitato in India dal suo stesso suocero perché si è rifiutato di convertirsi all’induismo. I fatti, riportati da diversi quotidiani indiani e da AsiaNews in Italia, sono avvenuti nel villaggio di Teliamura, nella zona nord-orientale del paese.

CRISTIANO DECAPITATO. Tapas Bin, cristiano di 35 anni, ha sposato tre anni fa Jentuly, dopo aver avuto da lei una figlia. Il padre della ragazza, Gobinda Lamatiya, di religione indù, ha da subito fatto pressioni sul cristiano perché abbandonasse la fede cristiana e si convertisse a quella praticata dalla maggioranza del villaggio. Bin però si è sempre rifiutato. Ecco perché, secondo la versione rilasciata dalla polizia, il padre della ragazza con l’aiuto di Khrishapada Jamatiya, lo sciamano del villaggio, ha deciso di uccidere Tapas Bin e far sparire il corpo, ritrovato poi in un fiume senza testa.

SCIAMANO ARRESTATO. La polizia ha arrestato lo sciamano ma non è riuscita a rintracciare il padre della ragazza. Lo sciamano ha confessato il crimine, fornendo la ricostruzione di quanto accaduto e spiegando che prima di tagliare la testa al cristiano, hanno eseguito insieme una puja, la preghiera rituale. Jentuly ha dichiarato alla polizia che il padre non aveva mai accettato il matrimonio e che ora si sente in pericolo: «Mio padre potrebbe uccidere anche me e mio figlio». Jentuly, la moglie del defunto, ha dichiarato alla polizia che suo padre non riconosceva il matrimonio e continuava a esigere la conversione di Bin. “mio padre – ha aggiunto – potrebbe anche uccidere me e mio figlio».