Il post del lottatore islamico anti-estremisti censurato “per errore” da Facebook

Lo sfogo dell’atleta britannico Tam Khan divenuto “virale”: «Musulmani, smettiamola di incolpare l’occidente, tocca a noi per primi ripulire le nostre comunità»

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Non sarà un filosofo né un leader politico, il nerboruto Tam Khan, ma il suo sfogo su Facebook contro le serpi jihadiste cresciute in seno alla comunità musulmana britannica ha suscitato ugualmente un bel clamore. Tanto che il profilo di Khan, celebre lottatore di arti marziali nonché allenatore del pugile campione del mondo Amir Khan (a sinistra con lui nella foto sopra), si è “guadagnato” una breve sospensione da parte del social network.

«TOCCA A NOI». Ma cosa ha scritto di tanto “sensibile” l’atleta? «Sono un musulmano e sono orgoglioso di esserlo, ma penso che sia giunto il momento per noi musulmani di sistemare questo problema del cazzo che abbiamo. Sì, noi abbiamo un problema con la nostra comunità e con i cosiddetti fratelli “musulmani”. Qualunque cosa stia succedendo è ora che smettiamo di incolpare gli altri, che smettiamo di fare le “vittime” e di incolpare l’occidente». Secondo Khan tocca innanzitutto ai musulmani fare qualcosa per «fermare questa epidemia» che porta tanti loro correligionari a compiere «crimini spregevoli».

«SCIMMIE IGNORANTI». «Mi spiace ma non mi importa se pensiate che io sia troppo duro», insiste Khan che in effetti nel suo testo non bada nemmeno a evitare le parolacce. «L’islam è una bella religione MA queste scimmie ignoranti interpretano male le cose e si sentono come se agissero in nome di Dio e la situazione non fa che peggiorare». Lo sfogo di Khan, che risale al 27 luglio scorso, è subito diventato “virale” e «qualche giorno dopo che il furioso post aveva raccolto 148 mila like e 126 mila condivisioni – informa un articolo del Sun – Facebook si è intromessa nel dibattito cancellando l’account di Mr Khan». Salvo voi ripristinarlo rapidamente derubricando il tutto a “un errore”.

«DITELO IN ARABIA SAUDITA». Non che a Khan interessi difendere la politica estera del Regno Unito in Medio Oriente, anzi, in un post successivo, pubblicato proprio per rispondere alle molte critiche sollevate dalla sua reprimenda, prende metaforicamente a calci e pugni anche gli interventi americani e britannici nei paesi arabi. Tanto meno, però, il lottatore musulmano intende giustificare i suoi correligionari che raccontano il terrorismo islamico come una reazione alle “crociate” occidentali. «Mi piacerebbe vedere questa gente dire cazzate nei paesi musulmani. Sarebbero spazzati via in pochi secondi. Rinchiusi e torturati».

«DEPORTATELI TUTTI». «Venite in un paese per mungere benefici, libera educazione e sanità eppure vi lamentate», continua Khan. «Provate a farlo in Pakistan o nei paesi del Golfo. Vedete cosa vi succede. (…) Provatevi a parlare male negli stati musulmani e vedete». Poi il lottatore fa un invito al governo di Londra che risulterebbe forte perfino in bocca al più populista dei politici britannici, ma che sintetizza bene la rabbia di Khan per la realtà britannica e per il silenzio connivente di tanti islamici. «Penso che sia ora che la Gran Bretagna o l’occidente deportino non solo quelli che parlano male del paese o contro di esso, ma anche le loro intere famiglie».

«ALTRO CHE ISLAMOFOBIA». «Io sono nato e cresciuto in Inghilterra e non ho mai avuto problemi con il razzismo o l’islamofobia», racconta Khan. «Siamo fortunati che possiamo avere così tante moschee in Inghilterra e che possiamo avere la libertà di espressione, ma non bisogna prendersi per il culo. Se non vi piace quello che vedete, è semplice: ANDATEVENE!». Il punto è, secondo lo sportivo, che sono gli stessi musulmani ad aver «bisogno di iniziare a ripulire la nostra società». Ancora: «Dobbiamo essere più attivi nelle moschee e nelle “aree” musulmane. Educare, segnalare alle autorità gli individui che si comportano in maniera sospetta. (…) Musulmani, abbiamo bisogno di ripulire le nostre comunità il prima possibile».

«FATE DEL BENE». Se non vogliono passare per complici dei terroristi, scrive Khan, i musulmani britannici non devono più ignorare i fondamentalisti della porta accanto. Non devono più «restare seduti in silenzio» e «lasciare che questi idioti facciano queste cose», perché «questi idioti danno a tutti noi una pessima reputazione». «Smettetela di diventare militanti ed estremisti. Pregate, fate del bene, fate la carità, siate buoni con la vostra famiglia e i vostri anziani, portate un contributo alla comunità, aiutatela a prosperare. Integratevi, parlate la maledetta lingua del vostro paese, datevi un’educazione, se non ci riuscite non vi meritate di stare lì».

Foto da Facebook

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