Il matrimonio gay è per sempre ma in Inghilterra già rivendicano il diritto a divorzio e adulterio

L’Inghilterra legalizzerà il prossimo anno il matrimonio gay. Le lobby si lamentano già però delle leggi sull’adulterio, che non contemplano il tradimento tra persone dello stesso sesso.

Il Regno Unito porterà in Parlamento la legge che legalizza il matrimonio omosessuale a giugno dell’anno prossimo e, se tutto va secondo i piani del premier conservatore David Cameron, a gennaio 2014 ci saranno i primi matrimoni. Una grande notizia per le lobby gay, che però hanno già iniziato a protestare perché ritengono la legge inglese ancora fortemente discriminatoria.

ADULTERIO GAY. Le lobby gay inglesi infatti ancora prima dell’approvazione del matrimonio stanno già pensando al divorzio. Si parla sempre di diritti negati, ovviamente. Il ragionamento è questo: nel caso una coppia si sposi e lui tradisca l’altro con un terzo lui, come fa la coppia a divorziare? Semplice, sembrerebbe, dal momento che c’è stato adulterio. Ma, fanno notare le lobby gay, la legge inglese definisce l’adulterio come un fatto che accade tra un uomo e una donna e non tra due persone dello stesso sesso. Alle coppie sposate omosessuali, dunque, sarebbe precluso l’adulterio. Lo stesso problema si presenta nel caso in cui il matrimonio non venga consumato.

DIVORZIO PRIMA DEL MATRIMONIO. Secondo alcuni avvocati si tratta di leggi «fortemente discriminatorie», per il governo invece non c’è alcun bisogno di fare nuove leggi o cambiare quelle già esistenti. I difensori dei diritti umani hanno risposto che sono già pronti a fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, prima ancora che qualcuno voglia divorziare, prima ancora che qualcuno possa sposarsi. Catherine Thomas, avvocato divorzista inglese, afferma: «L’idea che una coppia gay possa vedere la propria relazione legittimata ma non possa scioglierla nel caso che uno dorma con un altro è ridicola».

OMOSESSUALITÀ “NORMALE”. Cambiare le definizioni di matrimonio, adulterio, etc. rientra in quel tentativo che il filosofo conservatore inglese Roger Scruton in un’intervista al Foglio definisce così: «Gli attivisti gay non vogliono soltanto la tolleranza, vogliono che l’omosessualità diventi “normale”. Così si usano la legge per far avanzare la loro agenda. (…) L’introduzione del matrimonio gay non è una questione terminologica, ma una decisione che influenza il mondo sociale. Significa degradare il matrimonio da status a contratto, significa che non è più una istituzione sociale, ma una mera negoziazione temporanea. Il significato del matrimonio invece è sociale, non individuale, e ogni tentativo di riscriverlo come un accordo fra viventi è la negazione del suo vero significato».

IL GOVERNO CEDE. Per evitare problemi, il Parlamento inglese sta pensando di emendare la legge sull’adulterio inserendo una clausola per le coppie omosessuali senza cambiare la definizione di adulterio. Alcuni parlamentari hanno fatto notare come sia possibile divorziare anche sulla base di un “comportamento irragionevole”, come avviene già oggi nel Regno Unito per la separazione delle unioni civili. Le coppie gay inglesi, insomma, ancora non possono sposarsi ma già le studiano tutte per divorziare. Altro che “ti amerò per tutta la vita”.