«Il libro di Bandi è la prova che in Corea del Nord l’umanità resiste al regime»

Intervista a Pierre Rigoulot. È anche grazie al ricercatore francese se l’incredibile libro “La dénonciation” ha raggiunto l’Europa

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Pierre Rigoulot è un ricercatore francese specializzato nella storia del comunismo, fondatore del Comitato d’aiuto alla popolazione nordcoreana e autore della postfazione a La dénonciation. È anche grazie a lui se questo libro ha raggiunto l’Europa.

Come ha scoperto i sette racconti di Bandi?
Mi trovavo a Parigi a un incontro del Comitato. Alla riunione c’era la signora Lim Yeong-hee, che poi ha tradotto il testo: è stata lei a parlarci di questo libro uscito in Corea del Sud, ne era entusiasta. Io ho incontrato l’editore Philippe Picquier, che ne ha capito subìto la potenzialità e mi ha proposto di scrivere la postfazione.

 È sicuro che sia stato davvero scritto da un nordcoreano che vive ancora in Corea del Nord? Chi ci assicura che non sia una truffa?
Anche io ero scettico, sono andato a Seul proprio per verificare l’attendibilità del libro. Ho incontrato le persone che hanno ricevuto i manoscritti. Oggi gli scambi alla frontiera tra Cina e Nord Corea sono frequenti, piccoli oggetti possono essere trafugati. Chi doveva portare fuori il libro all’inizio si è rifiutato, perché era troppo rischioso, poi ha acconsentito. E dalla Cina i racconti sono arrivati a Seul.

Nessun dubbio quindi?
Qualche dubbio potrà sempre restare. Ma il libro è concreto, reale, la qualità letteraria è ottima. Non ci si può inventare certe cose.

Perché Bandi si è preso questo rischio?
È cosciente del pericolo che corre, ma ha detto alle persone che ho incontrato che è pronto a morire, pur di far conoscere la verità.

bandi-la-denonciationNon è esagerato paragonarlo a Solzenicyn?
Arcipelago Gulag è ineguagliabile, La dénonciation non ha quell’ampiezza. Però ci sono analogie: innanzitutto il modo in cui queste opere sono uscite dai rispettivi paesi, poi la critica concreta e precisa del totalitarismo nella vita di tutti i giorni.

Perché non ne abbiamo mai sentito parlare prima?
Per me questo è un grande mistero. In Corea del Sud è stato poco considerato. Ho incontrato molti intellettuali e ho condiviso con loro la mia incredulità. Mi hanno detto che per loro il libro è troppo ostile al governo nordcoreano.

Troppo ostile?
Sembra incredibile, ma gli intellettuali sudcoreani, quasi tutti di sinistra, ragionano ancora secondo lo schema capitalismo-socialismo. Hanno il mito del socialismo e criticano aspramente il capitalismo. Credono che il governo nordcoreano sia più accettabile del loro perché si rifà al socialismo. E visto che il testo di Bandi è stato pubblicato da un editore “di destra”, è stato snobbato.

Come definirebbe La dénonciation?
Speranzoso. È un libro dove all’orrore del regime si contrappone la grande umanità dei personaggi. In Corea del Nord la testa delle persone resiste, il cuore anche. Bandi ne è la prova.

Foto Ansa/Ap


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